CDLXXVIII.[472]
A messer Giorgio Vasari, amico carissimo in Firenze.
Messer Giorgio. — Non ier l'altro parlai con messer Salustio[473] e non prima, perchè non è stato in Roma. Parmi che e' sia vòlto a farvi ogni piacere, ma pargli d'aspettare l'ocasione, e dice che volendo il Papa mettere la vostra tavola[474] altrove, e non facendo sua Santità niente di simil cose che nol chiami, tocherà a lui il porla dove meglio gli parrà: e allora sarà tempo ricordargli la mercè vostra: e ò speranza che vi gioverà assai, che così è il suo desiderio.
A dì 28 di maggio 1556.
Vostro Michelagniolo in Roma.
Di Roma, 28 di dicembre 1556.
CDLXXIX.
(A Giorgio Vasari).
Messer Giorgio. — Io ò ricevuto il libretto di messer Cosimo,[475] che voi mi mandate, e in questa sarà una di ringraziamento che va a sua Signoria. Pregovi che gniene diate e a quella mi racomandiate. Io ò a questi dì auto con gran disagio e spesa un gran piacere nelle montagne di Spuleti[476] a visitare que' romiti, in modo che io son ritornato men che mezzo a Roma; perchè veramente e' non si trova pace se non ne' boschi. Altro non ò che dirvi. Mi piace che siate sano e lieto. E a voi mi racomando.
A dì 18 di dicembre 1556.