Allo Illustrissimo et Eccellentissimo signor Duca di Firenze et Siena, mio padrone osservandissimo.

Illustrissimo Signor mio osservandissimo. — Questi deputati sopra la fabrica della chiesa de' Fiorentini si sono resoluti mandare Tiberio Calcagni a vostra Eccellenza Illustrissima: la qual cosa mi è molto piaciuta, perchè con i disegni che egli porta, ella sarà capace più che colla pianta che vidde, di quello ci occorrerebbe di fare; e se questi le sodisfaranno, si potrà dipoi dar principio con lo aiuto della vostra Eccellenza a fare li fondamenti, e a seguitare questa santa impresa. E mi è parso il debito mio con questi pochi versi dirle, avendomi la vostra Eccellenza comandato che io attenda a questa fabrica, che io non mancherò di quanto saperrò et potrò fare, sebene per la età e indisposizione mia non posso quanto vorrei, e che sarebe il debito mio di fare per servizio di vostra Eccellenza e della Nazione. Alla quale con tutto il quore mi racomando e offero, e prego Iddio la mantenghi in felicissimo stato.

Di Roma, alli V di marzo 1560.

(Sottoscritto) Di vostra Eccellenza servitore
Michelagniolo Buonarroti.

Archivio di Stato in Firenze. Di Roma, 25 d'aprile 1560.

CDLXXXIX.[499]

A l'illustrissimo Duca di Fiorenza.

Illustrissimo signor Duca. — Io ò visto e' disegni delle stanze dipinte da messer Giorgio,[500] e il modello della sala grande[501] con il disegnio della fontana di messer Bartolommeo che va in detto luogo. Circa alla pittura m'è parso veder cose maravigliose, come sono e saranno tutte quelle che sono e saran fatte sotto l'ombra di vostra Eccellenza. Circa al modello della sala così com'è, mi par basso; bisognerebbe, poichè si fa tanta spesa, alzarla almeno braccia 12. Circa alla correzione del palazzo, a me pare, per i disegni che ò visti, non si potesse accomodar meglio. Quanto alla fontana di messer Bartolommeo che va in detta sala, mi pare una bella fantasia che riuscirà cosa mirabile; del che io prego Dio che vi dia lunga vita, acciò che quella possa condurre e queste e dell'altre cose. Circa alla fabrica de' Fiorentini qua, mi duole esser sì vechio e vicino alla morte per non poter sadisfare in tutto al desiderio suo; pur vivendo farò quanto potrò: e a quella mi raccomando. Di Roma li dì 25 di aprile 1560.

Di vostra Eccellenza Illustrissima servitore
Michelagniolo Buonarroti.

Archivio Buonarroti. Di Roma, (1560).