E a dì quattordici del detto prestai al detto Francesco di Pelliccia ducati venti largi, come apparisce per una sua scritta.
E a dì quindici del detto prestai al Mancino, figliuolo di Gian Pagolo di Cagione, e a Betto di Nardo suo compagno, ducati tre largi in sulla porta della chiesa di Carrara, presente Matteo di Cuccherello, con condizione che cavando loro marmi al mio proposito, io ne pigliassi, e andassino in quel conto; e nol facendo, me gli avessino a rendere.
Arch. di Stato in Firenze. 1517 3 di gennaio.
Io Michelagniolo di Lodovico Buonarroti ò ricievuto ogi questo dì tre di gennaio in Carrara da papa Leone ducati mille d'oro largi per le mani di Iacopo Salviati: e' quali m'à mandati detto Iacopo per uno suo servitore detto Bentivoglio fiorentino qui in Carrara, come è detto: e e' detti danari, ciò è ducati mille, gli ò a spendere per commessione di detto papa Leone i' marmi per la facciata di San Lorenzo di Firenze che lui vuole fare. E per fede di ciò io Michelagniolo detto ò fatto questa quitanza di mia propria mano, questo dì sopra detto nel mille cinque cento sedici.
(Fuori d'altra mano.)
1516. Quitanza di Michelagniolo Buonarroti di ducati M d'oro mandatoli a Carrara.[517]
Arch. Buon.
1517 21 gennaio.
Ricordo come oggi questo dì venti uno di gennaio mille cinque cento sedici, lasciai a serbo a maestro Domenico scultore[518] da Settignano in Carrara, ducati mille d'oro larghi, e scudi diciassette per tanto ch'io tornassi da Firenze o io, o altri per me.