1517 17 di luglio.
Ricordo come oggi questo dì diciassette di luglio 1517 io Michelagniolo ò dato al Bello di Torano scudi sei, presente ser Lionardo, notaio di Carrara, e Francesco d'Andrea di Nello; e detti sei scudi gli ò dati per conto d'un pezzo grande di marmo che lui mi dice volermi cavare in una cava, dove è entrato di nuovo a cavare; e non gli riuscendo, siàno d'accordo e' detti scudi vadino a conto de' marmi che lui e 'l compagno tolgono a cavarmi più mesi sono, come apparisce per un contratto di ser Lionardo sopra scritto.
21 detto.
Ricordo come oggi questo dì venti uno di luglio 1517 Matteo di Cuccherello mi fece dare uno scudo, presente ser Antonio da Massa, a maestro Iansi da Torano, perchè gli acconciassi el carretto per tirare cinque delle mia pietre che io ò al Polvaccio; tre di sei carrate l'una, una di tre carrate, e una di dua. E 'l detto Matteo l'à tolte a condurre alla marina per ventisei ducati: e 'l detto scudo è per questo conto.
22 detto.
E oggi questo dì venti dua di luglio 1517 ò dati al Mancino, a Matteo di Cuccherello, a Betto di Nardo scudi dua per conto di marmi che mi fanno a compagnia al Polvaccio nella cava del detto Mancino, come apparisce per uno contratto di ser Calvano. E e' detti dua scudi dètti loro, presente Vasotto a riscontro la sua bottega.
Ancora questo dì detto venti dua di luglio 1517 dètti scudi dua al Pollina in piazza, presente Francesco di Nardo, per conto di certe pietre che lui e 'l figliuolo mi bozzano al Polvaccio.
27 detto.