E a dì venti sette di luglio dètti a Matteo di Cuccherello e a maestro Iansi, fratello di Marcuccio, ducati nove d'oro larghi in sulla bottega di Vasotto, sua presenzia, per conto di cinque pietre ch'e' m'ànno a tirare alla marina dal Polvaccio; tre di sei carrate l'una, e una di tre carrate, e una di due per ducati venti sei a tutte loro spese.
28 detto.
E a dì venti otto del detto, dètti un ducato a Menichella, figliuolo di Betto di Nardo, che mi bozzassi certe pietre al Polvaccio.
8 d'agosto.
[524]E addì 8 di agosto 1517 ebbe Matteo di Cuccarello da Michelagnolo ducati sette d'oro per conto della allogagione che detto Michelagnolo à fatto a detto Matteo, cioè di tirare alla marina cinque prete (pietre) che sono al Polvaccio. E io Piero Urbano li dètti e' sette ducati in presenzia di Vasotto. Glieli dètti e contàli in sulla sua panca, cioè duc. 7.
11 detto.
E addì 11 d'agosto 1517 tirò Matteo di Cuccarello una pietra che Michelagnolo comperò da maestro Domenico, che era in su la piazza de' Porci per 2 ducati d'oro: e io Piero Urbano glieli dètti in presenzia di Lazzino e di Menichella, cioè .... duc. 2, a fni 10.
1517 20 d'agosto.
Ricordo come oggi questo dì venti d'agosto 1517 si partì Michelagnolo da Carrara, per conto di fare el modello di Santo Lorenzo di Firenze, per conto del Papa c'è venuto e del Cardinale ci sta.