E a dì diciotto di detto pagai a maestro Domenico di Giovanni di Bertino, scarpellino da Settignano, ducati sei larghi per conto de' marmi mi cava in Finocchiaia per la facciata di San Lorenzo.

25 detto.

E a' dì venticinque a detto maestro Domenico ducati tre d'oro larghi per detto conto.

E detto dì a Michele di Pier di Pippo scarpellino per sei opere per collar la colonna, grossi dodici.

22 di maggio.

A dì ventidua di maggio dètti a maestro Donato in Seravezza ducati dieci che gli déssi a Michele di Piero di Pippo, scarpellino da Settignano, e a Bastiano d'Agnoletto da Seravezza, presente Raffaello d'Iacopo di Nencio scarpellino e detto Bastiano e Michele.


12 di settemb.

Ricordo come oggi a dì dodici di settembre millecinquecento diciannove pagai a Michele Lelli, e a Luca Fancellotti, carradori e compagni, lire quaranta cinque per un resto di marmi che e' mi condussono da Signa, che furono sette pezzi: e condussonmegli alla stanza mia di Via Mozza. E detti carradori mi dissono aver condotti detti marmi, dua pezzi con tre paia di buoi l'uno, e gli altri per insino in sette pezzi, dua paia di buoi per pezzo. E io non avendo visto e' pezzi dètti loro e' detti danari. [di settembre.] Dipoi visto e' pezzi, trovai che fra e' detti sette ve n'era tre d'un paio di buoi per pezzo, e trova'mi giuntato di nove lire, perchè tre lire era el mercato tra noi per paio di buoi. E dètti detto dì a' detti carradori lire tre per tanti mi dissono avere spesi per acconciare el carro.

Pochi dì innanzi al sopra detto dì, ero tornato da Carrara da vedere Pietro che sta meco che stava per morire: el quale io avevo mandato là con danari per conto delle figure della faccia di San Lorenzo. Fra andare in poste e medico e medicine, e per levarlo da Carrara e condurlo a Seravezza portato da gli uomini, e con dieci ducati che io gli lasciai a Seravezza, mi trovai speso trenta tre ducati e mezo.