1519 16 di maggio.
E a dì sedici di detto, dètti a Baccio di Puccione legnaiuolo ducati tre d'oro largi, presente ser Gian Francesco, cappellano di Santa Maria del Fiore, in sulla porta dell'Opera per conto di finestre e porte e un palco della stanza di Via Moza che io ò murata.
7 di giugno.
E a dì sette di giugno a Baccio di Puccione dètti un ducato d'oro, che ne dètte grossi dua e uno barile al Mariola che andò a portare un comandamento a Signia a' carradori e a Michele di Pier di Pippo che andò acompagniare el carro ne dètte sei, e 'l resto si gli rimase per conto dell'opere della stanza di Via Moza.
9 detto.
E a dì nove di detto vennono e' carradori con un marmo con cinque paia di buoi alla stanza di Via Moza, a' quali dètti loro ducati otto largi; ducati sei per detta pietra di cinque paia di buoi a ragione di quattro lire el paro; che così fumo d'acordo, e penorno dua giornate; e dua ducati che restavono aver prima per dua altre pietre. E detti danari contò a' detti carradori, cioè a Michele di Lello e sua compagni, Baccio di Puccione, presente Topolino, e Michele di Pier di Pippo, in sulla porta della stanza di Via Moza: a detto Michele dètti grossi cinque che era venuto col carro.
10 detto.
E a dì dieci di detto, dètti a Barone scarpellino un ducato e manda'lo a Carrara a trovare Pietro per conto della allegagione de' marmi che io ò fatta là, come apariscie per ser Giovan Badessa da Pietra Santa.
1520 10 di gennaio.