E detto dì rende' a Stefano miniatore lire sette e soldi quindici che avea pagati a Francesco, detto el Camicia, legnaiuolo, per un pancone di noce per battervi su la terra per la Sagrestia; el quale pancone s'era tolto per insino a dì quindici di febbraio passato.
E detto dì rende' a Stefano lire tre che avea pagate per insino a dì quindici di febbraio per braccia dieci e cinque ottavi d'asse di terzo al Nizza per conto della Sagrestia.
E detto dì rende' a Stefano per some sei di rena, soldi nove, per conto dello stucco.
E a dì detto per libbre dua d'aguti, nove soldi e otto.
E detto dì rende' a Stefano per dua libbre d'aguti, una di tozzetti, l'altra di venti, soldi nove e otto che avea tolti insino a' diciassette di febbraio.
E detto dì rende' a Stefano per dua catini per lavare la rena, quatrini sedici.
E detto dì rende' a Stefano soldi trenta dua per dua opere che avea pagate al Candela legnaiuolo per insino a dì diciassette di febbraio: portò Bastiano legnaiuolo.
E a dì dodici di marzo una crazia per cacio da mastrice: rende' a Stefano.
E detto dì rende' a Stefano nove soldi e otto per dua libbre d'aguti.
E detto dì rende' a Stefano soldi quindici che avea dati al Camicia legnaiuolo per conto della Sagrestia.