E detto dì rende' a Stefano soldi diciotto per cento bullette da lamberchiare e dua libre di chiodi di sessanta e di Barga.
E detto dì rende' a Stefano quatrini sei avea dato a' segatori.
E per quatro libre d'aguti, una di sessanta, dua di tozetti, e una di trenta sei: rende' a Stefano soldi diciannove e un quatrino.
E detto dì dodici di marzo 1523 portò Stefano miniatore al Nizza legnaiuolo lire dodici per conto, o vero per parte di pagamento d'asse che tolse da lui pel modello delle sepulture della Sagrestia: cioè portò lire dodici.
E a dì venti uno di marzo ò pagato a Baccio da Frascoli, o vero da Decomano, lire quaranta sei, cioè sei corone e quindici grossoni e ònne riavuti tre quatrini, per quatrocento sessanta braccia d'asse di faggio, a ragione di sei quatrini el braccio, per fare el ponte della vôlta della Sagrestia di San Lorenzo, per potere farla di stuco: e dette asse di faggio me le prestò detto Baccio da Decomano a dì primo di febraio 1523 per coprire el detto ponte: e stasera in bottega sua l'ò pagato come è detto, presente ser Giovambatista Zeffi e Donato del Sera: e (à) avuto lire quaranta sei.
E oggi a dì venti dua di detto ò pagato al Nizza legnaiuolo diciassette grossoni, presente Stefano miniatore e Pier Gondi in bottega sua, per resto di certe asse che avevo tolte da lui per conto d'un modello delle sepulture della Sagrestia di San Lorenzo.
E oggi a dì trentuno di marzo in quatro fogli di ferro stagniato per fare modanature per gli scarpellini di San Lorenzo, soldi venti, a ragion di cinque soldi el pezzo.
1524 dall'8 di genn. al 1º d'aprile.
Nota in quello si sono spesi li fiorini 50 d'oro ricievuti in tre volte, come si dirà appresso; e prima
Per conto d'un modello di legniame delle sepolture della Sagrestia di San Lorenzo che io ò a fare per papa Clemente: