Buonarroto. — Io ebi più giorni fà una tua, per la quale intesi il tutto della daga e di Piero Aldobrandini. Io ti fo avisato, che se non fussi stato per tuo amore, che io lo lasciavo cicalare quanto voleva. Sappi che la lama che io ò mandata e che tu ài ricievuta, è fatta in sulla misura sua, ciò è del detto Piero; perchè lui me ne mandò una di carta in una lettera e scrissemi che io la facessi fare apunto a quel modo: e così feci: e però se lui voleva una daga, non mi doveva mandare la misura d'uno stoco: ma io ti voglio iscrivere per questa, quello che io non ò più voluto scrivere; e questo è, che tu non pratichi con lui, perchè non è pratica da te: e basta. E se lui venissi da te per la sopra detta lama, non gniene dare per niente; fagli buon viso, e digli che io l'ò donata ad uno mio amico: e basta. Sapi che la mi costò qua diciannove carlini e tredici quatrini della gabella.
Le cose mia di qua vanno bene, grazia di Dio, e spero infra uno mese gittare la mia figura: però pregate Idio che la cosa abbi buon fine, acciò che io torni presto costà, perchè sono disposto di fare quello che v'ò promesso. Conforta Giovansimone e digli che mi scriva qualche volta, e di' a Lodovico com'io sto bene e che inanzi che io gitti la mia figura, che lo saprà a ogni modo. Racomandami al Granaccio, quando lo vedi. Non ò da dirti altro. Qua comincia la moria ed è della cattiva, perchè non lascia persona dov'ella entra, benchè per ancora non cie n'è molta; forse quaranta case, secondo che m'è detto. A dì ventisei di marzo.
Michelagniolo scultore in Bolognia.
Se tu avessi data la daga a Piero, non gli dire altro; ma se non gniene ài data, non gniene dare per niente.
Museo Britannico. Di Bologna, 29 di marzo 1507.
LVI.[66]
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data nella bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa, o all'Araldo nel Palazzo de' Signori in Firenze.
Buonarroto. — Questa perchè io (ò scritto) a messere Agniolo: la quale lettera sarà con questa: dàlla subito, perchè è cosa che importa. Non ò da dirti altro. Io t'avisai pochi giorni fà pel Riccione orafo. Credo l'àrai avuta. Le cose di qua vanno bene. Di' a Lodovico che quando fia tempo da gittare la mia figura, che io l'aviserò.
A dì venti nove di marzo 1506.[67]