Michelagniolo scultore in Bolognia.

Archivio Buonarroti. Di Bologna, 31 di marzo 1507.

LVII.

A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data nella bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa.

Buonarroto. — I' ò ricievuta oggi una tua lettera con una di Lodovico: non fo risposta a quella di Lodovico, perchè non ò tempo; ma tu intenderai com'io sto per questa, e così lo informerai: e basta.

Sappi com'io sto bene e ancora come la cosa mia va bene, Dio grazia. Vero è che ci va uno mese di tempo più che io non estimavo, e però non ò ancora scritto a Lodovico el tempo che io la gitto, overo che io la voglio gittare, perchè non è ancora venuto: però none pigli amirazione, che quando sarà il tempo, l'aviserò; che stimo sarà per di qui a uno mese vel circa.

De' fatti dell'aviarvi a bottega, overo del fare compagnia, io voglio farlo a ogni modo, ma bisognia abbiate pazienza tanto che io torni costà.

Tu mi avisi come Piero non à voluto la daga. Io l'ò avuto molto caro che e' non l'abbi voluta e che la non gli sia piaciuta, perchè forse la sua sorte non era che lui la portassi a cintola e massimamente sendotella istata domandata da altr'uomini che non è lui, ciò è da Filippo Strozi. Però se tu vedi che la gli piaccia, va' e fagniene un presente come da te e non gli dire niente quello che la costa. Sapi che la lama io non l'ò vista: però se la non fussi recipiente, non gniene dare: chè tu non paressi una bestia: perchè a lui si convene altra cosa, che a Piero. Con questa sarà una che va a Roma al Sangallo. Ingiègniati di mandargniene. Credo se tu la déssi a Baccio d'Agniolo,[68] la manderebe bene; e a lui mi racomanda. A dì ultimo di marzo 1507.

Michelagniolo Buonarroti scultore in Bolognia.

(Dietro, di mano di Buonarroto.)