Item, innansi cominci ad fare esse figure, dati li nomi delli Appostoli et Sancti che vanno in essa Cappella, sia obligato quelli in prima designiare in uno foglio, acciò si vega panni, gesti et nudo se li richiede, et bisogniando, innansi si faccino di marmo, si li possa adiungere et diminuire quello si vederà necessario.
Item, innansi cominci ad fare esse figure, esso reverendissimo Cardinale sia tenuto et debbi prestare ad esso Michelagnolo ducati cento d'oro in oro larghi, per li quali, da scontare nelle tre utime figure, misser Iacomo Gallo, cittadino Romano, per una sua scripta si obligha et promette, che quando, Idio el cessasse, esso Michelagniolo morisse, et de le figure facte fusse paghato, sia tenuto ad esso Cardinale restituire li ducati cento larghi hauti Michelagniolo in presta.
Item, esso Cardinale sia tenuto paghare ad esso Michelagnolo figura per figura, quando sia finita con tutta sua perfectione interamente, in Fiorenza, ducati trenta tre e uno terzo d'oro in oro larghi, toccando tanto per una alle XV de li cinquecento.
Item, sia tenuto Michelagnolo fare el Cristo va in summità d'essa Cappella, secondo el disegno, maiore di due braccia uno palmo, per la distantia dell'ochio: et similmente el Cristo va ne la tribuna grande di mezo, quattro dita: el sancto Thomasio, et sancto Iohanni che li vanno appresso, di braccia due: li due Agnoletti vano in lo extremo de le cornici con le tronbette in mano, minori quatro dita di due braccia; iudicando così maestro Andrea[560] necessario.
Item, sia tenuto tutte le predecte figure fare di marmo carrarese novo et bello, come di sopra si dice, et non di pezi capo, braccia, piedi, come spesso se ne vede. Et più si dice et dichiara, che el tempo delli tre anni, ne li quali Michelagnolo promette fare le quindici figure, s'intendano cominciare dal dì che in Fiorenza li serano numerati per commessione d'esso reverendissimo Cardinale li cento ducati d'oro larghi.
Item, perchè vi he (sic: è) un sancto Francesco di marmo facto per mano di Pietro Turrisiani,[561] si domanda per el Cardinale, che esso Michelagnolo per suo honore et cortesia et humanità, non essendo quello finito di pannamenti et testa, che el finisca di sua mano in Siena, dove sua Signoria reverendissima el farà condurre, acciò possa stare infra le sue figure, et non si mostri maestro et mano diversa, perchè a lui ne sequitaria manchamento; chè ognuno el vedesse, diria fusse sua opera.
Item, esso reverendissimo Cardinale vole potere, piacendoli; finite che sieno esse figure et paghate da una in una iudicate da maesti (sic) da due in due, come di sopra si dice, in Fiorenza; di quelle come di sue disponere; stando in casa di Michelagnolo, di quella levarle, piacendoli, et collocarle et metterle in Fiorenza dove li parerà, ad sua instantia, petitione et richesta, acciò che in sue mani emuli et malivoli non le guastassino et rompesseno. Et finite tutte, sua Signoria reverendissima possa ad Siena farle condurre ad sue spese: et esso Michelagnolo sia tenuto come di sopra si dice, et obgligato (sic) ad sue spese, ristio et fortuna andarle a mettere in opera, et colocarle nelle sue tribunette, dove hanno ad stare.
Et per observatione di tutte le sopra decte cose et capitoli in questa scripta si contengano, in prima esso reverendissimo Cardenale di sua mano propria si sottoscrivarà, et similiter Michelagnolo di sua propria mano: volendo la presente tanto vaglia, quanto ogni autentico contracto: de le quali, una ne rimarrà appresso sua reverendissima Signoria et una apresso Michelagnolo. Datum Romae in domibus prefati reverendissimi domini Cardinalis, die quinta Iunij MCCCCCi.
Ita est, F. Cardinalis Senensis manu propria.
Io Michelagnolo di Ludovico Buonarroti, fiorentino, sono contento di osseruar quanto di sopra in questa si contiene, et per chiareza del vero mi so' sottoscripto di mia propria mano, questo dì 19 di gugnio 1501.