Archivio de' Contratti di Siena. Siena, 15 di settembre 1504.

III.

Esibizione e ratifica fatta da Iacopo ed Andrea de' Piccolomini del contratto passato tra Michelangelo e il predetto Cardinale per l'opera suindicata.[559]

In nomine domini nostri Ihesu Christi. Anno Dominice incarnationis millesimo quingentesimo quarto, inditione octava, die vero quintadecima mensis septembris. Serie presentis publici documenti noverint universi, qualiter constitutus personaliter coram me notario publico et testibus infrascriptis, magnificus et generosus dominus Andreas de Piccolominibus, eques, nobilis civis Senensis, facto produxit et exhibuit quamdam scriptam privatam cum subscriptionibus tribus diversarum literarum in fine illius existentium: cujus scripte et subscriptionum tenores de verbo ad verbum sequntur et sunt tales, videlicet:

In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti, et gloriosissime Virginis Marie: Amen.

Sia noto et manifesto ad qualunche persona vedrà ho (sic) legerà la presente scripta, come el reverendissimo Cardinale di Siena adcoptima et alloca ad Michelangelo di Ludovico Bonarroti, sculptor fiorentino, ad fare figure quindici di marmo carrarese, novo, candido et bianco, et non venoso, ma della perfectione se li richiede ad quelle: le quali tutte, salvo le infrascripte, habiano ad essere de braccia due l'una alte, quali sia tenuto ad fare in anni tre, per prezo di ducati cinquecento d'oro in oro larghi ad tutte sue spese di marmo et ogni altra cosa: et quando in Fiorenza non habia tanti marmi faccino le quindici figure, sia tenuto farlo venire da Carrara a la sopradecta perfectione.

Item, sia tenuto et obligato fare quelli Appostoli et Santi che sua Signoria reverendissima nominarà, a dextra et sinistra della cappella, con li apanamenti, posamenti, gesti et nudo se li conviene; et sieno della perfectione che lui promette; cioè di più bontà, meglio conducte, finite et a perfectione, che figure moderne sieno hogi in Roma. Et perchè decte cuindici (sic) figure se hanno per lui ad lavorare in Fiorenza, dove sua Signoria reverendissima nè altri per quella intelligente et praticho può vedere nè considerare la lor perfectione, ho (sic) manchamento et defecto havessero; si domanda per esso Cardinale, che li sia lecito et possa volendo, finir (sic, leggi: finite) che siano le due prime, farle vedere ad uno maestro perito dell'arte, quale allui piacerà; et similmente Michelangnolo, volendo, possa ancora lui eleggere uno maestro quale li piacerà, praticho; el quale insieme con quello che eleggerà el Cardinale, habia ad iudicare se le decte due figure sonno della bontà et perfectione, che lui promette, cioè più belle et meglio conducte et finite et di più perfectione che figure sieno hogi in Roma, moderne. Et quando essi due maestri non fussero d'acordo, allora possino et debbino essi di comune voluntà et iudicio eleggere et chiamare uno terzo maestro, el quale habia insieme con li due ad iudicare; et quello che li due di loro d'accordo dichiararando (sic: dichiararanno) sia acceptato, sopra la perfectione d'esse figure, come esso Michelangnolo promette; et quelle non havesseno la perfectione, dice et sia tenuta rifarle, o vero le facte meglio redurre et finire, in fino habbino la perfectione li manchasse, et sia da' maestri iudicata necessaria.

Item, sia tenuto et oblighato, duranti li tre anni, nelli quali promette fare esse fighure quindici, non tôrre nè pigliare ad fare altro lavoro di marmo, ho altro, per lo quale si ritardasseno: ma quelle sia tenuto continuare, et fare di sua mano, et finire in tutto, come promette per una sua di mano di misser Iacomo Gallo.

Item, sia tenuto et obligato, innansi cominci affare esse figure, andare ad Siena e vedere la Cappella, misurare le tribunette dove quelle hanno da stare per li posamenti, zoccolo, o vero scabello dove si hanno a collocare, non havendo el mezo tondo dirieto, ma andando alquanto piane et dolci.

Item, finite sieno le due prime figure, et facte approbare da sua Signoria reverendissima et Michelangnolo, come di sopra si contiene, per maestri periti de l'arte, possa esso Cardinale volendo da due in due, ho le altre tutte, finite siano, far vedere et iudicare da maestri, come nel terzo capitolo si contiene: le quali quindici figure finite sieno da Michelangnolo, come promette, in Fiorenza, ho dove altrove lavorasse: et esso Cardinale ha da fare condurre ad Siena ad tutte sue spese: et Michelagnolo sia tenuto et obligato, fatte esse quindici figure, andare ad Siena, et quelle mettare in opera nelle sue tribunette, dove hanno da stare, et ad sue spese, ristio et fortuna.