Se tu vedessi Baccio d'Agniolo, leggigli la lettera e pregalo che n'avisi il San Gallo a Roma e racomandami a lui, e a Giovanni da Ricasoli e al Granaccio mi racomanda. Io credo, se la cosa va bene, in fra quindici o venti dì esser fuora di questa cosa e tornare di costà. Se non andassi bene, l'àrei forse a rifare: di tutto t'aviserò.
Avisami come sta Giovansimone.
Ai dì sei di luglio.[74]
Con questa sarà una che va a Roma a Giuliano da San Gallo. Màndala bene e presto quanto tu puoi: e se lui fussi in Firenze, dagniene.
Archivio Buonarroti. Di Bologna, 10 di luglio (1507).
LXIV.
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Fiorenza. Data in bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa.
Buonarroto. — Io ò inteso per una tua come siate sani e state bene. Mi piace assai. La cosa mia di qua credo che del male anderà assai bene, benchè per ancora none so niente. Noi abbiàno rigittato di sopra quello che mancava, com'io ti scrissi e non ò ancora potuto vedere come la cosa si stia, perchè è calda la terra i' modo, che ancora non si può scuoprire. Di quest'altra settimana sarò chiaro e aviserotti. Maestro Bernardino si partire[75] ieri di qua. Quando lui ti facessi motto, fa'gli buon viso: e basta.
A dì dieci di luglio.