[11.] Lapo d'Antonio di Lapo, scultore fiorentino, fino dal 1491 era tra i maestri agli stipendii dell'Opera del Duomo di Firenze. Scolpì nel 1505 la sepoltura di marmo di messere Antonio da Terranova, Spedalingo di Santa Maria Nuova. A' 10 di dicembre del 1506 ebbe licenza dagli Operai di assentarsi dall'Opera per andare a Bologna. Nato nel 1465, visse fino al 1526 in circa.

Lodovico di Guglielmo del Buono fu di cognome Lotti, e nacque in Firenze nel 1458. Nella sua prima gioventù stette all'orafo nella bottega di Antonio del Pollaiuolo; poi si diede a far di getto, e fu maestro delle artiglierie della Repubblica fiorentina. Nel 1516 fuse una campana, e due candelieri di bronzo pel Duomo. Da lui nacque Lorenzo, detto Lorenzetto, scultore, del quale scrisse il Vasari.

[12.] Messer Angelo di Lorenzo Manfidi da Poppi in Casentino era stato eletto secondo araldo fino dal 1500 per aiuto di messer Francesco Filareti, primo araldo e suo suocero; e morto, poco dopo il 1505, messer Francesco, eragli succeduto in quell'ufficio, nel quale durò fino ai 18 di settembre 1527, che morì.

L'Araldo della Signoria, che faceva parte della famiglia di Palazzo, era un ufficiale, nel quale in processo di tempo si riunirono le incombenze che avevano in antico il Sindaco e Referendario del Comune, ed il Cavaliere di Corte o Buffone della Signoria. A questo ufficio erano sempre eletti uomini che avessero qualche spirito di poesia, perchè era loro commesso di comporre canzoni morali o storiche da recitarsi alla mensa dei Signori. E restano ancora poesie, parte a stampa e parte a penna, composte e recitate dagli Araldi; i quali cominciando dal 1350 durarono fino al 1539, e tra questi, come componitori di versi, sono più noti, Antonio di Matteo di Meglio, Anselmo Calderoni, Gio. Batta dell'Ottonaio e maestro Jacopo del Bientina, che fu l'ultimo. Negli ultimi tempi l'ufficio dell'Araldo consisteva più specialmente nel guidare tutte le cerimonie occorrenti per ricevere i grandi personaggi che capitavano con ufficio pubblico in Firenze, e gli ambasciatori de' Potentati e delle Signorie; e nel tenere un libro, dove brevemente era registrata la venuta e il ricevimento loro. Tra gli Araldi, Francesco Filarete, il primo a cui fu commesso di formare questo registro, fu anche intendente di architettura, e si trova che egli nel celebre concorso del 1490 per la facciata di Santa Maria del Fiore, presentò un suo disegno; e comparisce insieme col detto messer Angelo tra coloro che furono chiamati a dire del luogo più conveniente pel David di Michelangelo.

[13.] Pittore ed amicissimo del Buonarroti, dal quale ebbe commissione di trovare de' giovani pittori che volessero andare a Roma per mostrargli il modo del lavorare in fresco, avendo egli allora a dipingere la vôlta della Sistina.

[14.] Forse Piero d'Argenta.

[15.] Monna Cassandra di Cosimo Bartoli, rimasta vedova fino dal 18 di giugno del 1508 di Francesco Buonarroti fratello di Lodovico, aveva un piato col cognato e coi nipoti, per cagione della sua dote, non ostante che Lodovico e i figliuoli avessero rinunziato all'eredità del fratello e dello zio. Come finisse questo loro piato, non si sa. Morì monna Cassandra a' 3 di luglio del 1530.

[16.] Vedi più innanzi una fierissima e stupenda lettera di Michelangelo a questo suo fratello.

[17.] La più parte delle lettere di Michelangelo manca di data. E noi l'abbiamo supplita, o desumendola da alcuni fatti, a cui esse accennano, o congetturandola per altri riscontri. Di più vogliamo avvertire che esse lettere scritte secondo il computo fiorentino, che cominciava l'anno ab incarnatione, cioè a' 25 di marzo, sono state ridotte allo stile comune.

[18.] Pubblicata dal Grimm, Op. cit., pag. 704.