[249.] Il podere, con casa da signore e da lavoratore, era posto nel popolo di Santa Maria da Settignano, in luogo detto Scopeto. Comprollo Michelangelo da messer Giannozzo di Gherardo da Cepperello per 650 scudi, con strumento rogato da ser Niccolò Parenti, sotto dì 28 luglio 1556.
[250.] Buonarroto, fratello di Michelangelo e padre di Lionardo, morì, per quanto pare, di peste a' 2 di luglio del 1528, e, come si narra, fra le braccia di Michelangelo.
[251.] Così dice.
[252.] Di questa gita a Spoleto scrive Michelangelo al Vasari in una sua lettera del 18 di settembre del medesimo anno. Egli era partito da Roma per fuggire i pericoli, da' quali era minacciata la città per la mossa dell'esercito spagnuolo guidato dal duca d'Alva, il quale partito da Napoli fino dal 1 di settembre, aveva invaso gli Stati della Chiesa, governata allora da Paolo IV.
[253.] Pare che debba dire: novembre.
[254.] Marinozzi d'Ancona, cameriere del duca Cosimo de' Medici.
[255.] Il Marinozzi nominato nella precedente.
[256.] Questo bellissimo modello di legname si conserva ancora nell'Archivio della Fabbrica di San Pietro. È alto metri 5,40, compresa la croce, e largo metri 3,86. Da esso si rileva che Michelangelo aveva disegnato la chiesa ed in special modo alcune parti della cupola e della lanterna, in maniera diversa da quella che dopo la sua morte fu fatta dagli architetti che la seguitarono e compirono.
[257.] Manca la sottoscrizione.
[258.] Cioè, la Cornelia moglie d'Urbino.