[259.] La presente è cavata dalla copia fatta dall'originale da Michelangelo il giovane.

[260.] Quel che segue manca negli stampati.

[261.] Pubblicata nelle Lettere pittoriche, e nella nuova edizione delle Rime e Lettere di Michelangelo fatta dal Barbèra in Firenze nel 1858, in-24º.

[262.] Da una copia di mano di Michelangelo Buonarroti il giovane, il quale vi pose questa avvertenza: Questa qui indiretta a Lionardo era nel medesimo piego del foglio, come è qui e nella medesima lettera (cioè in quella dove è la pianta della Cupola).

[263.] Di questa terribile piena d'Arno, avvenuta il 13 di settembre del 1557, la quale dopo aver rovinato ponti, mulini e gualchiere nel Casentino e nel Mugello, inondò Firenze, ruppe il Ponte a Santa Trinita, parte di quello delle Grazie, e fece altre rovine, alzando l'acqua per le piazze quasi due metri, parlano gli storici di quel tempo. Poco tempo innanzi anche il Tevere aveva traboccato ed inondato tutta Roma, con la rovina del Ponte Sant'Angelo, e di altri edifizi.

[264.] Manca la sottoscrizione.

[265.] Di mano di Lionardo è scritto sopra, di Luglio.

[266.] Cioè, Laura di Gio. Antonio Battiferro da Urbino, celebre poetessa de' suoi tempi.

[267.] Qui Michelangelo segna l'anno secondo il computo fiorentino, già dismesso da lui, come abbiamo veduto, nelle lettere precedenti scritte al Nipote.

[268.] Così è ripetuto nell'autografo.