[395.] Il foglio è lacero.
[396.] È scritta di mano di Luigi del Riccio, e trovasi nel codice 303 della classe XXXVII della Biblioteca Nazionale di Firenze. Fu pubblicata dal Gaye nel vol. II del Carteggio inedito, ec., pag. 297.
[397.] Nell'occhietto: «1542. Copia d'una scritta data messer Michelagnolo Buonarroti a messer Piergiovanni, guardaroba di Nostro Signore, a dì 20 di luglio 1542.»
[398.] Aliotti, guardaroba del Papa, e vescovo di Forlì.
[399.] Questa lettera, nella quale Michelangelo dà un minuto ragguaglio delle cose che gli accaddero per conto della sepoltura di papa Giulio II, si trova in copia, forse di mano di Luigi del Riccio, nel cod. 1401 della cl. VIII della Biblioteca Nazionale di Firenze. Essa fu pubblicata per la prima volta da Sebastiano Ciampi (Firenze, Passigli, 1834, in-8º), e poi ristampata nel Commentario alla Vita di Michelangelo Buonarroti, vol. XII, pag. 312, dell'Opera del Vasari, edita in Firenze dal Le Monnier. Il Ciampi, mancando la lettera di data, argomentò che fosse stata scritta tra il 1535 e il 1536; ma è chiaro per certissimi riscontri che essa è dell'ottobre 1542. Quanto al Monsignore, al quale pare che sia indirizzata, fu congetturato che fosse Marco Vigerio, vescovo di Sinigaglia, stato mediatore tra Michelangelo e il Duca d'Urbino, perchè questi si risolvesse a mandare la desiderata ratificazione del contratto stipulato in Roma a' 20 d'agosto 1542, per la sepoltura suddetta. Forse potrebbe essere il cardinale Ascanio Parisani, il quale per commissione del Papa aveva scritto al Duca, perchè désse qualche assetto alla faccenda di Michelangelo. Ma forse questa lettera fu scritta ad uno de' tanti prelati che erano nella Corte di Paolo III; forse fu data allo stesso Del Riccio, perchè poi la leggesse al Papa. Non è poi dubbio che essa non fosse veramente dettata da Michelangelo, apparendovi manifesta la forma che egli soleva dare a' suoi pensieri; e che solamente al copiatore, cioè al Del Riccio, si possono attribuire certe dichiarazioni oziose ed inutili, le quali misero in sospetto il Gaye della sua autenticità.
[400.] È quello del 29 d'aprile 1532.
[401.] Giovanmaria Della Porta, che ebbe parte principale nella stipulazione di quel contratto.
[402.] Francesco Maria Della Rovere.
[403.] Girolamo Tiranno.
[404.] Creato vescovo di Corsica nel dicembre del 1520.