[405.] Manca nel codice questo in necessario.
[406.] Cioè, il contratto del 20 d'agosto 1542.
[407.] Di questi tre Brevi non si conosce che quello degli 8 luglio 1506, col quale Michelangelo è invitato a ritornare a Roma, assicurandolo che non sarebbegli dato molestia.
[408.] Copia di Luigi del Riccio.
[409.] Forse Tommaso Cortesi da Prato.
[410.] Federigo Cesi, poi cardinale di San Pancrazio.
[411.] Copia di mano di Luigi del Riccio.
[412.] Montemelini, perugino.
[413.] In questa lettera si parla della fortificazione di Borgo ordinata da papa Paolo III, per la quale fu richiesto il consiglio di molti uomini intendenti della materia, tra i quali Michelangelo. Il capitano Montemelini era d'un parere, e d'un altro Iacopo Castriotto. Michelangelo, per quanto apparisce, si accostava all'opinione di quest'ultimo, che fu poi seguitata dal Papa.
[414.] Questa lettera, che certamente è scritta a papa Paolo, sebbene manchi d'indirizzo, parla del cornicione del Palazzo Farnese, per il quale fu disputa tra Michelangelo e il Sangallo, architetto di quello. È noto che al Papa piacque sopra gli altri il modello fatto dal Buonarroti, secondo il quale fu poi costruito il detto cornicione. Che questa lettera sia veramente scritta dalla mano di Michelangelo, non ci pare da mettere in dubbio; solamente dubitiamo che non sia stata composta da lui, parendoci d'una forma spesso non solo diversa da quella di Michelangelo, ma ancora dalla toscana.