[493.] Nonostante le spiegazioni da Michelangelo date al Vasari, ed il modelletto di terra mandato all'Ammannato, pure bisogna dire che la scala della Libreria di San Lorenzo, come oggi si vede, riuscì cosa alquanto lontana dal concetto e dalla intenzione del Buonarroti.

[494.] Da una copia già presso il cav. Bustelli.

[495.] Pare che fino dal 1549 Michelangelo fosse stato richiesto circa la forma della scala della Libreria. In una lettera di Lelio Torelli a Pier Francesco Riccio, maggiordomo del duca Cosimo, scritta di Firenze il 20 gennaio 1549 (1550), si dice: Io mando alla Signoria vostra una lettera di Michelangelo, ch'io m'havea proposto di ragionarli sopra la scala della Libreria di San Lorenzo; che havendo inteso che era così bella et nuova inventione, et che quella che hora si disegnava non riusciva, pensandomi che la Signoria vostra potesse cavar qualche costrutto di questa consideratione, mi feci dar questa lettera da ser Giovanfrancesco (Fattucci): la qual, come harà vostra Signoria operato, li piacerà rimandarmi; et della cosa farà quanto le piacerà. So che non propongo cosa ch'Ella non sappia, ma quando morì l'Ansuino (Andrea Sansovino) in quelle stanze era il modello di detta scala, et intendo ch'erano lavorate tutte le pietre, excetto il primo scaglione. (Archivio di Stato in Firenze, Carteggio di Pier Francesco Riccio, Filza 7ª).

[496.] Sta nel vol. I, pag. 10, delle Pittoriche, e fu ripubblicata dal Gaye, Op. cit., vol. III, pag. 18, secondo l'originale che è nel Carteggio del duca Cosimo de' Medici, Filza 482, carte 2.

[497.] De' cinque che ne fece, mandò quello scelto da' Deputati al Duca in Firenze, per mezzo di Tiberio Calcagni. Ma la chiesa de' Fiorentini fu poi fatta col disegno di altri.

[498.] Pubblicata dal Gaye, Op. cit., vol. III, pag. 25. L'originale sottoscritto solamente dalla mano di Michelangelo si trova nella Filza 483, carte 797, del Carteggio del duca Cosimo.

[499.] Si trova nella Filza 484 del detto Carteggio del duca Cosimo: è scritta da altra mano, forse da Daniello Ricciarelli, e sottoscritta da Michelangelo. Fu pubblicata dal Gaye, Op. cit., vol. III, pag. 25.

[500.] Il Vasari dipinse la Genealogia degli Dei nelle stanze nuove del Palazzo Vecchio, che rispondono dalla Loggia del Grano.

[501.] La Sala detta de' 500.

[502.] Pubblicata nelle Pittoriche, vol. I, pag. 11; ma senza indicazione di data e coll'indirizzo al duca Cosimo. Circa la data, si congettura il 1560; potendo benissimo essere di qualche altro anno indietro: e circa alla persona, vedendo che è scritta ad un Monsignore, si può con ragione supporre che sia il cardinale Rodolfo Pio da Carpi, il quale si sa che fu uno de' deputati sopra il governo della Fabbrica di San Pietro. E questa lettera, o meglio spiegazione, pare che fosse dettata dal Buonarroti per risposta ad un qualche dubbio statogli mosso circa alcuna parte del suo lavoro.