[615.] Mancano le sottoscrizioni.

[616.] Pubblicato dal canonico Moreni nella Prefazione all'Idea della perfezione della pittura, di Rolando Freart, tradotta dal francese da Anton Maria Salvini. Firenze, Carli, 1809, in-8º.

[617.] Forse Iacopo Del Duca, scultore siciliano.

[618.] È questi l'Urbino, servitore di Michelangelo. Dal presente contratto apparisce che egli per sua professione era scarpellino, e forse Michelangelo ebbe occasione di conoscerlo e servirsi di lui fin da quando fermò la sua dimora in Roma; il che fu nel dicembre del 1533, come è stato detto altrove.

[619.] Pubblicato dal Gaye, Op. cit., vol. I, pag. 295.

[620.] Nell'originale seguono le firme.

[621.] Anche questo è pubblicato dal Gaye, Op. cit., vol. II, pag. 296.

[622.] Figliuolo di quel Donato Benti, scultore fiorentino, più volte nominato.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le numerosissime grafie alternative. Sono stati corretti senza annotazione minimi errori tipografici soltanto nel testo delle note e della Prefazione, con l'unica eccezione dell'atto a pag. 701 (numero LIV, "Michelangelo è eletto governator generale delle fortificazioni di Firenze"), nel cui titolo l'anno MCXXIX appariva un evidente refuso, corretto in MDXXIX.