Buonarroto. — Io ebi più giorni fà una tua lettera, per la quale ò inteso l'animo tuo apunto; e perchè sarebbe lungo a rispondere pienamente a ogni cosa, ti dirò brevemente il parere mio. De' casi della bottega io son d'animo di fare tanto quanto v'ò promesso, come torno costà; e benchè io abi scritto, che adesso si compri una possessione, io son d'animo ancora di far la bottega, perchè finendo qua e risquotendo quello che io resterò avere, ci sarà per fare quello v'ò promesso. Del trovar tu ora chi ti vole mettere in mano dua o tre mila ducati largi e che tu facci una bottega: questa è migliore borsa che la mia. Parmi che tu accetti a ogni modo; ma guarda di non essere ingannato, perchè e' non si trova chi voglia meglio a altri che a sè. Tu mi di' che questo tale ti vorrebbe dare una sua figliuola per moglie; e io ti dico che tutte l'oferte che e' ti fa, ti mancheranno, dalla moglie in fuora, quando e' te l'àrà apicata adosso; e quella àrai più che tu non vorrai. Ancora ti dico, che a me non piace impacciarsi per avarizia con uomini più vili assai che non se' tu: l'avarizia è grandissimo pecato e nessuna cosa ove sia pecato, può aver buon fine. A me pare che tu dia buone parole e intrattenga la cosa per insino che io abi finito qua, che io vega come io mi trovo. E questo sarà infra tre mesi, vel circa. Ora fa' quanto a te pare. Io non t'ò potuto prima rispondere.
A dì dieci di gennaio.
Michelagniolo scultore in Roma.
(Di mano di Buonarroto.)
1510, da Roma; a dì 15 di gennaio ricevuta.
Museo Britannico. Di Roma, 26 di gennaio 1511.
LXXXVI.
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze.
Buonarroto. — Io ti mandai ogi fa quindici dì dugento venti otto ducati d'oro largi, e' quali detti qua a Francesco Perini. Lui mi fece la lettera del cambio che costà ti fussino pagati da uno degli Orlandini, e la detta lettera méssi in una mia e manda'tela. Dòvevone avere risposta ieri: non l'avendo avuta, stimo la lettera non ti sia stata presentata, e se pure, quella di oggi fa quindici non t'è stata presentata, overo è ita male. Francesco Perini mi fece oggi fà otto dì un'altra di cambio, che vi si conteneva il medesimo e messila in una mia e manda'tela. Però súbito visto la presente, se non ài avuto le lettere o danari, avisami in ogni modo e manda le lettere per Bonifazio Fazi, perchè me n'è fatto migliore servigio. E se tu ài avuti e' danari, va', portagli allo Spedalingo e fa' aconciare da lui propio questi e gli altri ultimi che tu rimettesti a mio conto, e avisa.
Io ebi el fardello. Ancora ò inteso di Baccio: parmi da tôrle[100] a fitto a ogni modo. Non ò tempo da scrivere: rispondimi a ogni modo, perchè m'importa, e presto come più puoi. A dì venti sei di gennaio 1510.