A Buonarroto di Lodovico Simoni in Firenze.

Buonarroto. — Intendo per la tua come àresti caro intendere dove a me piacessi che e' si comprassi: io intesi il simile per l'ultima di Lodovico, ma non ò avuto prima tempo da scrivere.

A me pare che sopra tutte le cose si cerchi buon sodo, sia poi dove si vòle la possessione; che io non me curo niente: come piace a voi, così piace a me. Ancora abiate cura comprare da giente che a un bisognio l'uomo possa combattere con esso lui. Di Luigi Gerardini non so che mi dire: s'ella non è buona entrata, nè anche buon sodo, io non so quello che s'abbia a comprare altro: tant'è che a me non dà noia nessuna in qual luogo voi vi compriate: e di questo non bignia[101] più scrivere, purchè la cosa sia sicura: e non correte a furia, che noi non fussimo gabati. Non mi acade altro. Quando vedi Giovanni Da Ricasoli, racomandami a lui.

Michelagniolo scultore in Roma:
di luglio, non so a quanti.

Archivio Buonarroti. Di Roma, (21 d'agosto 1512).

LXXXIX.

A Buonarroto di Lodovico Simoni in Firenze.

Buonarroto. — Io ò avuta una tua lettera, alla quale rispondo brevemente per non aver tempo. Del mio tornare costà, io non posso tornare, se io non finisco l'opera, la quale stimo finire per tutto settembre; vero è che è sì gran lavoro, che non mi so aporre a quindici dì. Basta che nanzi Ognisanti sarò costà a ogni modo, se io non muoio in questo mezo. Io sollecito più ch'io posso, perchè mi par mille anni eser costà.

Michelagniolo scultore in Roma.

(Dietro, di mano di Buonarroto.)