1512, a dì 25 d'agosto: de' dì 21 detto, da Roma.

Archivio Buonarroti. Di Roma, (5 di settembre 1512).

XC.

A Buonarroto di Lodovico Simoni in Firenze.

Buonarroto. — Io non t'ò scritto più dì fa, perchè non mi è acaduto: ora intendendo di qua come costà passono le cose, mi pare di scrivervi l'animo mio, e questo è, che sendo la Terra in mala disposizione,[102] come si dice qua, che voi tutti veggiate di ritrarvi in qualche parte che voi siate sicuri, e abandonare la roba e ogni cosa; perchè molto più vale la vita che la roba; e se non avete danari da levarvi di costà, andate allo Spedalingo e fatevene dare; e se io fussi in voi, io leverei tutti e' danari che lo Spedalingo à di mio, e verrei a Siena e tôrei una casa e starei lì tanto, che costì s'assettassino le cose. Credo che la procura che io feci a Lodovico, non sia ancora finito el tempo suo che lui possa ancora risquotere e' mia danari; però se bisognia, pigliategli e spendete in simili casi di pericoli quello che bisognia; el resto mi serberete: e de' casi della Terra non vi impaciate di niente nè in fatti nè in parole, e fate come si fa alla morìa; siate e' primi a fugire. Non altro. Avisami di qualcosa più presto che tu puoi, perchè sto con gran passione.

Michelagniolo scultore in Roma.

(Dietro, di mano di Buonarroto.)

1512, da Roma, a dì 9 di settembre: de' dì 5 detto.

Archivio Buonarroti. Di Roma, 18 di settembre (1512).

XCI.