A Buonarroto di Lodovico di Lionardo Simoni in Firenze.
Buonarroto. — Perchè i' ò inteso qua certe cose dello Spedalingo che non mi piacciono, tu che se' costà più apresso debbi veder overo intender meglio la cosa, che non fo io; però quando ti paressi che e' mia danari corressin pericolo nessuno, fa'megli pagar qua. Va a Pier Francesco Borgerini e lui me gli farà pagar qua: e se ti par da farlo, fa' presto, subito visto la presente, e non aver rispetto nessuno: se non, rispondimi quello che ti pare. Àrei caro ancora che tu intendessi un poco, se quella strada de' marmi[120] si fa da Michele o da altri e che tu m'avisassi. Prègoti mi risponda presto, perchè sto in gielosia, e avisami come sta Lodovico, perchè è assai non m'à scritto.
A dì quatro d'agosto.
Michelagniolo in Roma.
Archivio Buonarroti. Di Roma, 11 d'agosto (1515).
CIII.
A Buonarroto di Lodovico Simoni in Firenze.
Buonarroto. — Per l'ultima tua intendo come lo Spedalingo ti disse che non avea finiti di riscuotere ancora e' mie' danari: questo mi pare un mal segnio: dubito non avere a combatter seco. Io poi che tornai di costà non ò mai lavorato: solo ò atteso a far modegli e a mettere a ordine e' lavoro, i' modo che io possa fare uno sforzo grande e finirlo in dua o tre anni per forza d'uomini: e così ò promesso:[121] e sono entrato in grande ispese, solo sopra 'l fondamento di cotesti danari che io ò costà; stimando avergli a mia posta, come vòle la ragione e come si fa de' dipositi: e che adesso e' mi mancassino, io stare' fresco! Però subito, visto la presente, anderai a trovar lo Spedalingo e di' che e' mi bisogniono adesso a ogni modo, e che io crederrei, quando non gli avessi di mio, che e' me gli prestassi e che e' me ne servissi del suo, avendo tenuti tanti danari tanto tempo sanza interesso nessuno; e quando gli voglia contare, fa'megli pagare qua da Pier Francesco Borgerini; e quando lui me gli voglia far pagar qua lui, faccimegli pagare: con questo, che io gli abbi súbito. Rispondimi quello segue, e io t'aviserò quello àrai a fare: e fa intendere allo Spedalingo, che io ò ordinato inanzi che passi quattro mesi, fargli dipositare nelle sua mane sei mila ducati d'oro. Non altro. De' marmi che mi scrivi, non è cosa da te: io farò ben tanto o in un modo o in un altro, che io sarò servito. Intendo come costà non si fa niente. Statevi in pace temporegiando me' che potete, e non vi impacciate se non de' casi vostri. Rispondimi presto.
A dì undici d'agosto.
Michelagniolo in Roma.