Tutto al contrario il d'Esclot, cap. 96, afferma che com'ella vide il re in Messina, que null temps nol havia vist, fon molt enamorada axi com de senyor valent e agradable, no gens per mal enteniment. Ma s'accorda meglio co' fatti la malignità del Neocastro.

[4] Bart. de Neocastro, cap. 53.

Nic. Speciale, lib. 1, cap. 18.

D'Esclot, cap. 96.

Montaner, cap. 65.

Cron. sic. della cospirazione di Procida, pag. 274.

Quanto a' Giudei non è dubbio che in Messina e in molte altre città della Sicilia, fossero in gran numero e considerazione per le industrie e i commerci. Le nostre leggi del tempo, per non dir di tante altre memorie, ne fanno spesso menzione. E si ritrae che in Messina i Giudei, al par che i cristiani, fossero molto addetti all'industria delle tintorie, da un diploma del 24 gennaio 1292, che leggiamo presso il Testa, Vita di Federigo l'Aragonese, docum. XV.

[5] Bart. de Neocastro, cap. 53.

D'Esclot, cap. 98.

Saba Malaspina, cont., pag. 384.