Saba Malaspina, cont., pag. 385.

D'Esclot, cap. 98.

Montaner, cap. 74, il quale porta questa liberazione in altro tempo, e la abbellisce con una munificenza incredibile; facendo dispensare camicia, farsetto, brache, cappello, cintura, coltello catalanesco, e un fiorin d'oro per ciascuno, a 12,000 prigioni.

[8] Bart. de Neocastro, cap. 54.

Diplomi dell'8 e 15 febbraio 1282 (cioè 1283, contandosi l'uno appo noi dal 25 marzo), docum. X ed XI; il secondo de' quali è citato ancora dal Gallo, Annali di Messina, tom. II, pag. 135, con un altro privilegio del 20 aprile, che abolì tutti gli statuti e le leggi di re Carlo.

Forse a questo o altro simil diploma allude il Fazello (Deca 2, lib. 9), che il dice conservato infino a' suoi tempi; e il Pirri, Sicilia sacra, Not. ecc. catan. ann. 1283 che cita il parlamento e il diploma.

Che Pietro avesse abolito i dritti de' marinai è detto anco chiaramente nel capitolo 44 di re Giacomo, Cap. del regno di Sicilia.

[9] Aliquantulum.

[10] Diploma del 29 settembre 1282, docum. IX.

[11] Diploma del 2 ottobre 1282, citato nell'Elenco delle pergamene del r. archivio di Napoli, tom. I, pag. 244, e anche in parte trascrittovi nella nota che continua infine a pag. 246.