Saba Malaspina, cont., pag. 342.

Geste de' conti di Barcellona, cap. 28, loc. cit.

[32] Saba Malaspina, cont., pag. 340 a 342.

Per vero egli non scrive il nome di Corrado Lancia, ma solo di Loria e Procida, e, aggiugne, altri usciti italiani. Ma ritraendosi dal Montaner la grande riputazione di Corrado a corte d'Aragona per armi e consiglio appunto in questo tempo, non è dubbio che quel nobile siciliano avesse partecipato in tutti i disegni.

[33] Diploma negli archivi della corona aragonese, citato dal Quintana, Vidas de Españoles celebres, Paris, 1827, tom. I, pag. 93.

[34] Bart. de Neocastro, cap. 87.

Nel r. archivio di Napoli, reg. di Carlo II segnato 1291, A, fog. 88, si legge un diploma dato il dì 8, forse di gennaio 1275 o 1276, ch'è un attestato del servigio feudale prestato a Capua da Riccardo Loria per sè, Giacomo, Roberto, Ruggiero, e due donne tutti della stessa famiglia, che aveano diviso tra loro i castelli di Loria, Lagonessa e Castelluccio in Basilicata.

Ruggier Loria fu nipote di Guglielmo d'Amico, primo marito di Macalda Scaletta. Villabianca, Sicilia nobile, part. 2, lib. 3, pag. 528 e 529.

[35] Montaner, cap. 18, 19, 30, 31.

[36] Di Gregorio, Annotaz. alla Bibl. aragon., tom. 1, pag. 249 e 250.