Gli aiuti delle altre città confermansi da un diploma del 15 agosto 1282, in Gallo, Annali di Messina, tom. II, pag. 131, nel quale si legge il titolo: Tempore dominii sacrosanctae Romanae Ecclesiae, et felicis Communitatis Messanae anno primo. Nos Alaimus de Leontino, Miles, Capitaneus civitatum Messanae, Cataniae, et a Tusa usque ad Aguliam Augustae; consilium et comune praedictae civitates Messanae, etc.

Per questo fu accordata ai cittadini di Siracusa nel comune e distretto di Messina, la franchigia delle dogane, dritti di pesi e misure, e altre gravezze, in merito d'aver mandato giusta forza di cavalli e di fanti, nel presente assedio dell'ingente esercito di re Carlo, e d'aver tenuto fede a Messina.

[25] Bart. de Neocastro tien la prima di queste opinioni; Giachetto Malespini, seguito dal Villani e dalla Cron. an. sic., la seconda; Saba Malaspina, senza dir nè l'uno nè l'altro, porta il fatto della venuta del cardinale a Messina.

[26] Saba Malaspina, cont., pag. 371, scrive quidam Antropi cives archipopulares. Alla interpretazione dell'Antropi indarno mi sono affaticato. L'egregio mio amico G. Daita, professor di eloquenza in Palermo, giovane d'alto ingegno e molta perizia nelle lettere latine, pensa che con quella voce, che in greco suona uomo, Malaspina volesse significar filantropi, o veramente scaltri, bravi, uomini di tutta botta. Io aggiognerei che forse l'Antropi (che si vede così con la prima lettera maiuscola nel testo pubblicato dal di Gregorio) potrebbe essere nome proprio di qualche famiglia.

[27] Bart. de Neocastro, cap. 41.

Saba Malaspina, cont., pag 370-71.

Gio. Villani, lib. 7, cap. 66 e 67.

Giachetto Malespini, cap. 211.

Cron. della cospirazione di Procida, pag. 267.

Nic. Speciale, lib. 5, cap. 9.