Altro diploma della stessa data, ibid., fog. 42. Concessioni di Caccamo e Racalmuto a Pietro di Monteagudo; di Giarratana e Palazzolo a Gilberto de Sentillis, e altri, forse la più parte spagnuoli.

[322] Breve del 1 febbraio citato di sopra, in Raynald, Ann. ecc., 1300, §. 12, e altri citati nello stesso paragrafo.

[323] Raynald, Ann. ecc., 1300, §§. 17, 18, 19, breve dato il 15 gennaio 1300.

[324] Raynald, Ann. ecc., 1300, §. 19.

[325] Diploma nel citato registro 1299–1300, C, fog. 363. È dato di Napoli il 7 maggio tredicesima Ind. (1300), e indirizzato al siniscalco di Provenza. Dice aver provveduto che sulle entrate delle dette contee, ubi melius, commodius, habilius et liberius percipi valeat et haberi, assignetur et stabiliatur Inclito principi domino Jacobo, Illustri Regi Aragonum, filio nostro carissimo, perceptio annui redditus unciarum auri duo millia computandis in summa pecunie ad quam tenemus eidem juxta quod..... in patentibus licteris nostris hactenus exinde factis, etc.

[326] Raynald, Ann. ecc., 1300, §. 19.

Surita, Ann. d’Aragona, lib. 5, cap. 42. Gli ordini di Giacomo furon replicati il 21 marzo, a’ suoi sudditi dimoranti in Sicilia, Ugone de Empuriis, Blasco Alagona, Martino d’Otiet, Bernardo Ramondo de Ribellas, Guglielmo Calcerando, Ponzio de Queralto, Guerao de Pons, Pietro di Puchuert e Bernardo Queralto.

[327] Veggansi Ann. genovesi, in Muratori, R. I. S., tom. VI.

Iacopo de Varagine, parte 12, cap. 9, in Muratori, R. I. S., tom. IX.

Giorgio Stella, ibid., tom. XVII, pag. 1015 e 1019.