Vadi a mia bella figlia, genitrice
Dell’onor di Cicilia, e d’Aragona.

Purg., c. 3.

E qui Benvenuto da Imola notava: Idest honorabilium regum; Quia domnus Fridericus fuit rex Siciliae et domnus Jacobus rex Aragonum; nè può ammettersi ragionevolmente alcun’altra interpretazione:

Che non si puote dir dell’altre rede;
Iacomo, e Federigo hanno i reami:
Del retaggio miglior nessun possiede.

Purg., c. 7.

Vedrassi l’avarizia e la viltate
Di quel, che guarda l’isola del fuoco,
Dove Anchise finì la lunga etate:

E a dare ad intender quanto è poco,
La sua scrittura fien lettere mozze,
Che noteranno molto in parvo loco.

Parad., c. 19.

E quel che vedi nell’arco declivo,
Guiglielmo fu, cui quella terra plora,
Che piange Carlo e Federigo vivo:

Parad., c. 20.