C. MS. della Bodlejana (Pococke 375, catalogo, tomo I, nº DCCCLXXXVII), mediocre copia dell'anno 1403 in caratteri neskhi. Al par dei due precedenti contien tutta l'opera.

Il MS. della medesima Biblioteca di Oxford (Grav. 3837-42), splendido e antico codice in grandi caratteri affricani, è il sol primo volume. Non contien la descrizione della Sicilia, poich'esso arriva appena alla prima parte del 3º clima: mancanza tanto più rincrescevole, quanto questo MS. è ornato di bellissime carte geografiche.

XXI. Abu-Hâmid (Mohammed-ibn-Abd-er-Rahîm-el-Mokri) da Granata diè fuori, nel 1162, una mediocre compilazione geografica, intitolata Tohfat l-Albâb ec. (Regalo agli ingegni ec.), nella quale descrive le isole del Mediterraneo, e parla dell'Etna; ma su i detti altrui, non avendo, a quanto ei pare, percorso la Sicilia quando vi approdò nel 1117. Di quest'opera v'ha quattro MSS. a Parigi, Ancien Fonds 586, e Suppl. Arabe 861, 862, 863, anche troppi per confrontare quel po' di testo che io ne ho cavato. Su l'autore veggasi Reinaud, Géogr. d'Aboulfeda, Introd., p. CXII.

XXII. Ibn-Zafer (Abu-Abd-Allah-Mohammed), morto il 1172, del quale ho dato lunghi ragguagli nella Introduzione al suo Solwân el-Motâ'[67], accenna, in varii scritti, notizie della propria vita e delle molte opere ch'ei compilò. Di queste notizie inserirò i testi nella raccolta. Li ho cavato dai MSS. del Solwân nella Biblioteca di Parigi, Ancien Fonds 536 e altri; del Khair el-Biscer, ibid., Suppl. Arabe 586; e dell'Anbâ Nogiabâ el-Ebnâ, ibid., Suppl. Arabe 486, 487.

XXIII. Abd-er-Rahmân-es-Sikillî (Abu-Mohammed-ibn-Mohammed) lasciò un'opera di teologia e morale musulmana, il cui titolo, forse alterato, è Alfaz Zohûr el-Anwâr, MS. di Leyde 529, copiato il 1251. Non si ritrae in qual tempo sia vivuto l'autore. Io darò la breve prefazione di questo libro, del quale mi inviò alcuni estratti il Dozy e altri ne presi io stesso a Leyde.

XXIV. Ibn-Sâhib-es-Selât (Abd-Allah-ibn-Mohammed) da Beja, morto il 1182, nella Storia di Spagna intitolata El-Mann bil-Imâma, ci indica una data su la impresa degli Almohadi contro Mehdia, tenuta allora dalle armi siciliane. Di quest'opera rimane il 2º volume soltanto a Oxford (Marsh. 433, catalogo, tomo I, nº DCCLVIII, e tomo II, p. 595), studiato dal prof. Dozy; il quale si piacque trascrivermi quei pochi righi di testo.

XXV. Ibn-Wuedrân compilò una cronica d'Affrica, nella quale il conquisto normanno della Sicilia si dice seguíto dopo l'anno 540 dell'egira (1145-46); e questo anacronismo fa pensar che l'autore, che altro non so di lui, fosse vivuto alla fine del XII secolo, se non più tardi. Nondimeno han qualche pregio gli squarci che egli inserisce delle opere perdute di Ibn-Rekîk e Ibn-Rescîk. Il MS. di Ibn-Wuedrân, del quale ignoro il titolo, si trova nella Giâmi-Zeitûna di Tunis. Il sig. Honnegar, ingegnere tedesco che fece lungo soggiorno in quella città, recommene a Parigi alcuni estratti risguardanti la Sicilia; i quali io ho diviso in paragrafi per maggior comodo nelle citazioni. M. Cherbonneau, professore d'arabico nel Collegio di Costantina, ha dato una versione del capitolo su gli Aghlabiti, nella Revue de l'Orient, Paris, décembre 1853, p. 417, seg.

XXVI. Falso Wakîdi. Il libro intitolato Fotûh es-Sciâm wa-Misr (Conquisti in Siria e in Egitto) è fattura, come pensano i dotti, di uno o parecchi compilatori moderni, l'epoca al giusto non si sa, i quali mescolaron fole da romanzo ai racconti delle prime imprese dei Musulmani; e per dar credito alla frode spacciarono questo libro sotto il nome di Wakîdi, celebre cronista del nono secolo. Tra i molti MSS. che ve n'ha in Europa, uno del British Museum (Bibl. Rich., 7361) è seguíto da appendici, una delle quali tratta la prima scorreria che fecero i Musulmani sopra la Sicilia. A me par che vi si trovi una tradizione verace, da potersi scevrare agevolmente dalle favole in cui è avviluppata; e credo potersi dimostrare che il compilatore di questa appendice sia vivuto nella seconda metà del XII secolo. Perciò la ho ammesso nella raccolta. I particolari si vedranno in una nota del presente volume, p. 86.

XXVII. Ibn-Scebbât (Il cadi Abd-Allah-Mohammed-ibn-Ali) da Tauzer in Affrica, commentò un poemetto scritto nell'XI secolo da Abd-Allah-ibn-Iahîa da Sciakâtis, castello presso Cafsa in Affrica. Nel commento, intitolato Diwân Sila es-Semât ec., son raccolte notizie di scrittori molto accreditati, su i conquisti di Affrica e di Spagna, ed altri ragguagli biografici e geografici. Ibn-Scebbât par vissuto nella seconda metà del XII secolo. M. Alphonse Rousseau, primo interprete della Legazione francese a Tunis, mi mandò alcuni estratti di quest'antico e bel MS. ch'ei possiede: e poi, venuto a Parigi, mi permesse di copiarne ciò che io volessi. Così ho preso da Ibn-Scebbât un cenno delle scorrerie dei Musulmani d'Affrica in Sicilia e alcuni ragguagli geografici e filologici.

XXVIII. 'Imad-ed-dîn da Ispahan (Abu-Abd-Allah-Mohammed), nato il 1125, morto il 1201, direttore di un oficio pubblico in Mesopotamia, poi professore di università a Damasco, ministro di Nur-ed-dîn e segretario del gran Saladino, coltivò le lettere con ardore; ebbe alle mani immensa copia di libri; e, alla morte di Saladino (1193), caduto in disgrazia dei nuovi principi, si messe a dettar sue opere, tra le quali le due che cel fan qui ricordare.