[524.] Legno sottile adoperato per dare avvisi, fare scoperte e simili officii. Ho dato a questa voce la forma italiana del medio evo. I Greci scriveano Χελάνδιον; i Latini dei bassi tempi, Chelandium; gli Arabi s l n d s.
[525.] Ibn-el-Athîr, MS. A, tomo I, fog. 125 recto, dice espressamente che i Musulmani occuparono il solo borgo, e che i Cristiani si difesero nella cittadella. Ibn-Khaldûn, op. cit., p. 100, narra il fatto più brevemente e vagamente. La ritirata nella fortezza mostra che il campo d'osservazione dei Bizantini questa volta fosse posto nel borgo.
[526.] Strabone scrive Κεφαλοίδιον; Tolomeo Κεφαλοιδίς; Κεφαλούδιος i ricordi bizantini del IX secolo; Plinio Cephaloedis; altri latini Cephaludium etc. Gli Arabi aveano non meno di quattro lettere per notare il suono della κ greca e della c latina, la quale par abbia avuto il suono di una k, per esempio Cicero pronunziata Kikero. Se contuttociò gli Arabi resero la prima lettera con una Gim o una Scin, ciò prova che la sentivano pronunziare dai Siciliani con lo stesso suono strisciante che diamo in oggi in Sicilia alla c avanti le vocali e ed i. Cefalù era sede vescovile nel IX secolo e però città importante.
[527.] Ibn-el-Athîr, MS. A, tomo I, fog. 124 verso; MS. C, tomo IV, foglio 192 recto.
[528.] Ibn-el-Athîr, l. c., Ibn-Khaldûn, op. cit., p. 110.
[529.] Ibn-el-Athîr, l. c., (sotto l'anno 201); e MS. A, tomo I, fog. 285 verso (sotto l'anno 223); Ibn-Khaldûn, op. cit., p. 111, 112.
[530.] Ibn-el-Athîr e Ibn-Khaldûn, ll. cc.; Nowairi, presso Di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 7, 8. Lasciando indietro il secondo che non dà i nomi, è da notare che que' di Platani e Caltabellotta si trovano presso Ibn-el-Athîr e presso il Nowairi. Il nome di Corleone si legge distintamente in ambo i MSS. del primo; e in que' del secondo è scritto Kârûb. Il seguente è scritto in Ibn-el-Athîr Merw (notissima città del Khorâssan), e in Nowairi M r a con una lettera senza punti diacritici tra la r e l'a; talchè può essere b t th n i; ed io leggo per conghiettura Marineo, confrontandola col nome di questa terra in Edrisi. L'ultima è data dal solo Nowairi, Harsa in un MS., Harha nell'altro; probabilmente Gerasa, o Geragia. Si riscontrino le note del Di Gregorio in questo luogo. Io rigetto la sua correzione di Mirta, perchè Mirto è troppo lontana dalla provincia infestata l'840. Per la stessa ragione e per la diversità delle lettere non assento a leggere Kewârib il nome del Nowairi che risponde al Corleone d'Ibn-el-Athîr
[531.] Ibn-el-Athîr, l. c.; ove si trova, il nome di Ghirân, che significa “grotta” o “caverna”, e anche il suo singolare Ghâr; talchè non resta alcun dubbio su questa lezione; Ibn-Khaldûn, op, cit., p. 112. Il MS. di Parigi di Ibn-Khaldûn ha Ghirûn; uno di Tunis, Ghirwân; nella edizione di M. Des Vergers si legge Kairûn, e nella versione Coronia.
Il Fazzello, supponendo che il nome di Ἐρβησσὸς ed Herbesus derivasse da ἔρεβος, e che significasse “caverne,” credette riconoscere una delle due Erbesso dell'antica Sicilia nella terra delle Grotte, e l'altra non lungi da Siracusa nel burrone della rupe di Pantalica, ch'è bucherato, in fatti, di simili grotte come un alveare (Deca I, lib. X, cap. III, e lib. IV, cap. I). Veggasi su cotesti giudizii del Fazzello il Cluverio, Sicilia Antiqua, lib. II, cap. X e XI. Su le grotte destinate ad abituri o sepolture in varie parti della Sicilia, meritano di esser lette le osservazioni di M. Felix Bourquelot, Voyage en Sicile (Paris 1848), p. 164 e segg. M. Bourquelot ne cita a Castrogiovanni, altre presso il lago Pergusa, altre tra Piazza e Caltagirone, a Vizzini, Spaccaforno, Monte Aperto, Avola, Licodia, Ferla, Valle d'Ispica, e quelle infine di Pantalica, ch'ei descrive minutamente.
Il mio amicissimo Saverio Cavallari, ingegnere e archeologo, ne ha osservato altre a Lentini, Sortino, Palagonia, e crede importanti sopra tutte quelle dette “Le Grotte di San Cono” presso Caltabellotta, e “Le Grotte dei Giganti” tra Bronte e Maletto. Lo ritraggo da una lettera ch'egli ha scritto recentemente al duca di Luynes, della quale il dotto archeologo francese si è piaciuto darmi una copia.