Ho reso vincere il verbo arabo fetah, il cui significato non può confondersi con quello di fare incursione, che gli Arabi dicono gheza, donde la nota voce razzia, come la pronunziano in Affrica, che già si è introdotta nel linguaggio francese.
Veggansi anche Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, trad. di M. Des Vergers, p. 111; e Dandolo, Chronicon Venetum, lib. VIII, cap. IV, § 6, 7, 8, presso Muratori, Rerum Italicarum Scriptores, tomo XIII. Si accorda con la data dell'840 la testimonianza di Lupo Protospatario, là dove ei nota che l'anno 919 era l'ottantesimo della entrata degli Agareni in Italia. L'Anonimo Salernitano, l. c., dice che il primo effetto del “generale movimento dei Saraceni” fosse la presa di Taranto, e poi dessero il guasto alla Puglia.
[608.] Ibn-el-Athîr e Ibn-Khaldûn, ll. cc.
[609.] Ibn-el-Athîr, MS. A, tomo II, fog. 198 recto e verso; e MS. C, tomo IV, fog. 211 recto, non porta data; ma vale per questa il nome del principe il quale regnò da giugno 838 a febbraio 841. Si riscontri con l'Anonimo Salernitano, l. c.
[610.] Johannis Diaconi Chronicon Venetum, presso Pertz, Scriptores, tomo VII, p. 18.
[611.] Ibn-el-Athîr, MS. A, tomo I, fog. 185 verso, e MS. C, tomo IV, fog. 192 recto, sotto l'anno 233.
[612.] Il Diacono Giovanni di Venezia, l. c., dà questo nome di Saba; e ripetonlo in imprese susseguenti altre croniche italiane e scritti bizantini, insieme con quello di σολδάνος, σαλδανὸς, Saothan, Saogdan, Seodan, ec. Sâheb, pronunziato volgarmente Sahb, par sia stato scritto “Saba” per le reminiscenze bibliche dei Cristiani, e perchè la h non rincalzata da vocale sfuggiva agli orecchi stranieri. Ho già accennato il valore della voce Sâheb. Sovente s'incontra Sâheb-el-Istûl nel significato di “ammiraglio,” poichè gli Arabi, per esprimere la novella idea di armata navale, adottarono la voce στόλος, e stolium.
[613.] Erchemperti Historia, cap. XV; Historiola ign. Cassin., cap. VIII.
[614.] I cronisti italiani scrivono Calfon e anche Alfonses in alcuni codici men corretti. Ritraggiamo il vero nome da Ibn-el-Athîr, il quale sbaglia la data della presa di Bari, portandola sotto il califato di Motewakkel (847-861), MS. A, tomo II, fog. 198 recto e verso; MS. C, tomo IV, fog. 211 recto. Non par sia questo Khalfûn lo uccisore di Khafâgia, del quale si è detto nel capitolo precedente.
[615.] Obsitis quidem vestimentis et calciamentis saltem, nec tarabere succinctis, sed solis harundinibus manibus gestantes, leggiamo nella Historiola ignoti Cassinensis, cap. VIII. Tarabere si è spiegato da alcuni “tabarro;” altri hanno corretto nec tara bene ec.; cioè “nè ben cinti di fascia:” che mi sembrano l'una e l'altra zoppe interpretazioni. Parmi che si tratti di una specie di armatura, probabilmente corazza, e potrebbe essere appunto il plurale durâri', sfigurato dai copisti in guisa da non potersi riconoscere; ovvero la voce greca dei bassi tempi ταραβείνα, di cui il Du Cange nel Glossario Greco.