[626.] Prudentii Trecensis Annales, presso Pertz, Scriptores, tomo I, p. 443.

[627.] Erchemperti Historia, cap. XVIII.

[628.] Confrontinsi: Historiola ignoti Cassinensis, cap. XVIII; Erchemperti Historia, cap. XIX; Johannis Diaconi Chronicon Episcoporum ec., presso Muratori, Rerum Italicarum Scriptores, tomo I, parte II, p, 316; Anastasii Bibliothecarii Epitome Chronicor. Cassinen., presso Muratori, Rerum Italicarum Scriptores, tomo II, parte I, p. 370; Andreæ Presbyteri Bergomatis Chronicon, § 13, presso Pertz, Scriptores, tomo III, p. 236, ove si correggano le date; Anonymi Salernitani Chronicon, cap. LXVI a LXXI della edizione di Muratori, LXXV a LXXIX di Pratilli, e LXXXII, seg. di Pertz; Adonis Archiep. Viennensis Chronicon, presso il Pertz, Scriptores, tomo II, p. 323.

L'Anonimo Cassinese discorda dal Salernitano nei particolari e nel nome del condottiero tradito, che secondo lui fu lo stesso Apolofar, di cui si è detto; ma potrebbe errare l'uno il nome, l'altro il soprannome della stessa persona, o queste esser due vittime diverse delle stesso tradimento. La testimonianza di Anastasio che porta precisamente la data dell'851; quella del contemporaneo Adone arcivescovo di Vienna che segna l'anno dell'Incarnazione 850; il titolo di imperatore dato dai più a Lodovico, e altre ragioni che lungo sarebbe ad esporre, mi han portato ad assegnare l'851 al fatto di Benevento, discostandomi in ciò dal giudizio del Muratori, Annali d'Italia, che lo riferisce all'848.

Veggasi l'accordo pubblicato anche con la data dell'851 dal Muratori, Rerum Italicarum Scriptores, tomo II, parte I, p. 260, seg., e dal Pratilli, Historia Principum Langobardorum, tomo III, p. 214, seg.

[629.] Baiân, tomo I, p. 104, sotto l'anno 238 (22 giugno 852 a 10 giugno 853). Come questo diligente compilatore dice positivamente che Abbâs mandò le teste in Palermo e che poi tornò in Sicilia, così è evidente che la fazione si combattesse in terraferma.

[630.] L'Anonimo Cassinese, innanzi la strage di Benevento scrive: Hoc videlicet tempore Tarantum, fame obsessa, a Saracenis capitur. Ma non pone data, nè vuole osservare l'ordine del tempi. Historiola ignoti Cassinensis, cap. XVII.

[631.] Ibn-el-Athîr, MS. A, tomo II, fog. 20, e MS. C, tomo IV, fog. 215 verso, narrando la morte e ricordando i meriti di Abbâs, scrive ch'egli infestò la Calabria e la Longobardia e vi pose colonie di Musulmani. Mi par si debba riferire a questo tempo.

[632.] Ibn-el-Athîr, MS. A, tomo II, fog. 198 verso, e MS. C, tomo IV, fog. 211 recto.

[633.] Il titolo di Sultano entrò molto tardi nel diritto pubblico dei Musulmani. Infino alla metà del decimo secolo dell'era nostrale si incontra di rado negli scrittori arabi e sempre per designare un principe di fatto. Cadendo in pezzi il califato, questo nome si onestò verso la fine del decimo secolo; e poi Saladino lo rese illustre.