[692.] Theophanes continuatus, lib. V, cap. LXX, p. 511.
[693.] Teodosio Monaco, l. c.
[694.] Die prima post vigesimam mensis maij, quarta vero ab eo die quo murus corruit; dice la versione pubblicata dal Gaetani. Ma quel quarto giorno dopo la caduta del muro non risponde al conto fatto poco prima. Perciò credo inesatta la versione, e che si debba intendere quarta feria, ossia mercoledì, il giorno appunto della settimana che notano concordemente la Cronica di Cambridge e il Baiân.
[695.] Questo nome non è dato da Teodosio; ma il Gaetani crede su buone ragioni che così si chiamasse l'arcivescovo.
[696.] La Continuazione di Teofane nota espressamente che fossero uccisi tutti i soldati, e fatti schiavi i cittadini.
[697.] Teodosio.
[698.] Questo passo si trova nella parte di cui è perduto il testo greco.
[699.] Ibn-el-Athîr.
[700.] Le autorità bizantine sono: Theodosii monachi atque grammatici, Epistola de expugnatione Siracusarum, versione latina che fece un monaco basiliano, per nome Giosafà, sopra un MS. del monastero del Salvatore di Messina; e fu pubblicata dal Gaetani, Vitæ Sanctorum Siculorum, tomo II, in appendice; poi dal Pirro, ec. Il MS. andò a male con tanti altri, perduto nei monasteri di Spagna o sepolto nella Vaticana, ove è da sperare che un giorno si trovi. Intanto abbiamo uno squarcio del testo in un MS. di Parigi, il quale sventuratamente non arriva nè anco a metà della epistola; ma capitò in ottime mani, poichè M. Hase n'ha fatto una versione latina, e pubblicatala con l'originale greco, in appendice alla Leonis Diaconi Caloensis Historia, Parigi, 1819; su la quale edizione fa ristampato a Bonn, il 1828. La pubblicazione di M. Hase ci ammonisce a non fidarci troppo della prima versione latina, che talvolta sbaglia il significato, e per lo più si perde in parafrasi. — Theophanes Continuatus, lib. V, cap. LXIX, LXX, p. 309, seg., oltre i cenni che si trovano in Georgius Monachus, De Basilio Macedone, cap. XI, p. 843; Symeon Magister, idem, p. 691; Nicetæ Paphlagonii, Vita Sancti Ignatii, presso Labbe, Sacrosancta Concilia, tomo VIII, p. 1238.
Degli autori arabi ne trattano: Ibn-el-Athîr e Nowairi, ll. cc.; Baiân, tomo I, p. 110; aggiungasi la Cronica di Cambridge, presso Di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 42.