La data della espugnazione, il 21 maggio, si trova al paro in Teodosio nella Cronica di Cambridge, e nel Baiân. L'anno 878 è determinato da queste ultime due autorità. Manifesto l'errore di coloro che, seguendo la Continuazione di Teofane, han detto presa Siracusa l'880.

[701.] I titoli di queste due elegie sono stati rinvenuti dal dotto ellenista siciliano Pietro Matranga. Veggasi Spicilegium Romanum, tomo IV, Romæ, 1840, p. xxxix.

[702.] I cronisti musulmani affermano precisamente che l'esercito vincitore andasse via da Siracusa dopo due mesi. Teodosio scrive essere rimaso prigione per trenta dì; nel qual tempo i Musulmani ardeano e guastavano la città: e poi mandarono lui e gli altri prigioni in Palermo sotto la scorta dei negri; ma non che marciasse con tutto lo esercito. Queste due testimonianze perciò non si contraddicono punto.

[703.] Solarium, nella versione; manca il testo greco.

[704.] Demosterium; certamente il testo portava δεσμωτήριον.

[705.] Si celebra il 10 del mese di dsu-'l-haggi, che quell'anno cadde nel 12 agosto 878, secondo il conto degli astronomi musulmani, e il 13, secondo il conto comune.

[706.] Ex iis qui populo præerant. Qualche fakîh o sceikh.

[707.] Non enim hoc fas esse, leggiamo nella versione latina. I Musulmani d'altronde non fecero mai sagrifizii umani, come par che pensasse Teodosio; e la legge risparmiava la vita ai preti cristiani.

[708.] Tutto ciò da Teodosio, l. c.

[709.] Chronicon Cantabrigiense, presso Di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 43, dice venuto a posta un che ricomprò i prigioni di Siracusa l'anno 6393. Il Rampoldi, Annali Musulmani, an. 886, al solito senza citare, scrive che fossero riscattati 4253 prigioni che si trovavano “nel solo ergastolo di Siracusa,” e quasi altrettanti al Kairewân. Ma Siracusa era distrutta; i prigioni condotti in Palermo, come dice Teodosio, che dovea saperlo; e il numero non potea essere stato sì grande, che il quinto appartenente al governo sommasse ad ottomila e più, quanti si dice che ve ne fossero tra Kairewân e lo ergastolo di Sicilia. Perciò la compilazione orientale, da cui il Rampoldi par che abbia cavato quelle cifre, o è favolosa o erronea.