“Non prenderemo appo di noi gli schiavi appartenenti a Musulmani.
“Non cercheremo di guardare entro le case dei Musulmani.
“Non inalzeremo le nostre (più delle loro).”
Omar, lette tali proposizioni, aggiunse: che non battessero alcun Musulmano; che stipulassero per sè e loro correligionarii (solidariamente); e che, accettato l'amân a cotesti patti, chiunque li trasgredisse, non fosse più tenuto come dsimmi, rimanendo fuor della legge. Di più, estese l'amân ai dissidenti (cristiani), e scrissevi: “Omar accorda quanto chieggono.”
[856.] Veggansi l'amân di Omar in fine della nota precedente, e il passo di Mawerdi qui appresso, p. 481, nota 1.
[857.] Veggasi Depping, Histoire du Commerce, etc., tomo II, cap. VII.
[858.] Hedaya, lib. LI, tomo IV, p. 459.
[859.] D'Ohsson, Tableau général etc., tomo V; Hamilton, Prefazione all'Hedaya, tomo I, p. XXXIV.
[860.] “E quand'essi facciano scisma in religione, o contendano su loro ortodossia, non siano molestati nè costretti a palesare qual credenza tenessero. Nelle cause loro, se adiscano loro hâkim (magistrato in generale) non ne siano impediti; ma se richieggano il nostro hâkim, questi giudichi secondo ragion musulmana, e gli accusati subiscano le pene che fossero per meritare. Chi poi abbia violato il patto (di vassallaggio), ne soffra le conseguenze, e sia tenuto come nemico.” Così Mawerdi, Ahkâm-Sultanîia, lib. XIII, p. 252.
[861.] La giurisdizione dei consoli europei in Oriente è fondata su lo stesso principio del compromesso. L'hanno convalidato ed esteso i trattati; nel medio evo, per interesse commerciale; poscia, per necessità politica dei principi musulmani.