[862.] La voce 'abd, che si adopera in senso mistico, come sarebbe Abd-Allah (servo di Dio), e che nel Corano designa anche gli schiavi, fu poi ristretta dall'uso ai Negri. I Bianchi, oltre le due denominazioni che ho dato, si chiamavano talvolta gholâm, che propriamente significa “garzone.”
[863.] Libro I, cap. III, p. 63.
[864.] Corano, sura IV, verso 40.
[865.] Corano, sura XXIV, verso 33.
[866.] Hedaya, libro XLIX, cap. I, tomo IV, p. 277.
[867.] Hedaya, lib. IV, cap. VII, e lib. VI, cap. III, tomo I, p. 332 e 500.
[868.] Hedaya, lib. V, cap. VII, tomo I, p. 478, seg.
[869.] Mishcat-ul-Masabih, lib. XIV, cap. I, tomo II, p. 163.
[870.] Veggansi l'Hedaya, lib. XLIX, cap. II, tomo IV, p. 279 e 283; e Beidhawi, Comento del Corano, testo arabico, tomo I, p. 99, sul verso 173 della sura II, ove si legge che Maometto una volta fe' vergheggiare e bandì per un anno un Musulmano uccisore del proprio schiavo. La ragione non spiegata dai giuristi musulmani, mi sembra pur evidente. La legge non ammetteva azione pubblica per l'omicidio; e l'azione privata, nel caso d'uno schiavo ucciso dal padrone, apparteneva allo stesso omicida.
[871.] Hedaya, lib. XLIV, tomo IV, p. 126; D'Ohsson, Tableau général de l'Empire Ottoman, lib. III, tomo IV, p. 276.