[872.] Veggasi D'Ohsson, op. c., lib. VI, tomo VI, p. 58; e su i varii modi e gradi dell'emancipazione tutto il libro V dell'Hedaya, tomo I, p. 419, seg.

[873.] Nella guerra civile del 938, si vede avvolto un gran numero di città o castella del Val di Mazara. Indi è probabile che in ciascuna stanziassero colonie musulmane, almen da una o due generazioni.

[874.] Dall'867 in poi non si leggono scorrerie dei Musulmani in Val di Noto, fuorchè nel territorio di Siracusa; e ciò porta a supporre la condizione di vassallaggio, parendo difficile che città tributarie non avessero tentato di spezzare il freno. Nelle guerre civili della prima metà del decimo secolo non è nominata alcuna città del Val di Noto; ma nella guerra civile del 969 si parla della regione di Siracusa.

[875.] S'ignora la data, che in vero non potè essere precisa. L'Assemani, Italicæ Historiæ Scriptores, tomo III, p. 475, la riferisce al 737.

[876.] Non ricorderò le opinioni messe fuori dal Pirro, Disquisitio de Patriarca Siciliæ, nella Sicilia Sacra, p. LXXV, seg., e da parecchi altri eruditi palermitani, messinesi e di varie città, che rabbiosamente e puerilmente si azzuffavano a proposito dei sognati metropolitani dell'isola avanti l'VIII secolo. Veggasi bene il Di Giovanni, Codex Siciliæ Diplomaticus, dissertazione II, p. 413, seg. L'autore fu indegnamente perseguitato, perchè dimostrò un fatto storico: ma oggi nella Chiesa Siciliana non vi ha chi dissenta da lui.

Il catalogo delle Chiese siciliane e il grado dei metropolitani si ritraggono dall'editto degli imperatori bizantini, noto agli eruditi sotto il titolo di Dispositio, e attribuito a Leone il Sapiente, ma di certo pubblicato con vario tenore in varii tempi, dall'VIII al XIII secolo. Io ho messo insieme i nomi che si trovano in due esemplari, probabilmente l'uno del principio, e l'altro della fine del IX secolo, dei quali uno si legge presso il Di Giovanni, op. c., diploma CCXCII, p. 341, e presso l'Assemani, op. c., tomo III, p. 490, e il secondo nello stesso volume dell'Assemani, p. 493. L'ordine delle città, con poche eccezioni, è nel primo diploma quello che incontrerebbe chi girasse la costiera di Sicilia uscendo da Siracusa per a mezzogiorno; e nel secondo diploma, al contrario, di chi movesse per a settentrione. Nel primo, inoltre, manca Lentini, e Triocala è detta Cronio; nel secondo non si leggono nè Lipari, nè Trapani, e Catania va tra i suffraganei di Siracusa. Le varianti di altri esemplari, tratte da moltissimi codici della Vaticana, si leggono presso l'Assemani, op. c. p. 475 a 531.

Sono apocrife le notizie dei metropolitani di Messina e di Palermo nell'ottavo e nono secolo, com'è provato dall'Assemani, l. c., p. 497 seg., e dal Di Giovanni, Codex Siciliæ Diplomaticus, p. 399.

Il titolo di arcivescovo di Taormina, dato in alcuni MSS. di omelie a Teofane Cerameo, come si dirà in questo medesimo capitolo, non basta a dimostrare che quella sede fosse stata metropolitana.

[877.] Il Buscemi, nel lavoro di cui or ora si dirà, novera 34 MSS. in alcune Biblioteche d'Europa. Non mi par ch'egli abbia notato tutti quelli della Biblioteca imperiale di Parigi, che sono i seguenti: Ancien Fonds 572, 760, 772, 1021, 1183, 1184, 1185, 1185 A, 1206, 1207; Supplément grec, ni 34 e 371 del catalogo MS. di M. Hase, e nº 277 della Bibliotheca Coisliniana. Nessuno di questi MSS. è più antico del XIII secolo. Molti non contengono che una sola omelia. Aggiungansi i codici della Biblioteca di Vienna, notati nel Catalogo di Nessel, parte 1, p. 163, 276, 360, 386, ni 82, 189, 257 e 279.

[878.] Filosofo, era titolo di oficio ecclesiastico, al par che cantore. Si trova nei diplomi delle Chiese Siciliane del XII e XIII secolo.