[879.] Sapientissimi et eloquentissimi Theophanis Ceramei, Archiepiscopi Tauromenitani, Homiliæ etc., Lutetiæ Parisiorum 1644, in-folio, greco e latino. Il Baronio, il Gaetani e altri eruditi avean dato alcuna di coteste omelie, e alcun'altra era tradotta, ma non pubblicata, quando lo Scorso, col favore di parecchi MSS., corresse e compiè la versione, e la diè alla luce insieme col testo. Le premesse una gonfia dedica alla città di Taormina; una confusa dissertazione biografica e critica; e sparse molta inutile erudizione nelle note.

[880.] Cave, Scriptorum Eccles. Historia Litteraria, tomo II, p. 132. La data del 1040, che l'autore assegna a re Ruggiero, è sbagliata d'un secolo.

[881.] Il Buscemi morì giovane or son pochi anni, dopo avere pubblicato una biografia di Giovanni di Procida e molte dissertazioni, illustrazioni di diplomi, e articoli di giornali, aggirandosi sempre sulla storia di Sicilia del medio evo. Ricercatore infaticabile, esperto a diciferare manoscritti, erudito nelle cose sacre; ma ellenista così così, critico alla grossa, faccendiere, parteggiante, e però di rado imparziale, il Buscemi recò pur molto giovamento agli studii storici in Sicilia, se non altro perchè rimestava i materiali.

Il suo lavoro su Teofane Cerameo, pubblicato nel Giornale Ecclesiastico di Sicilia, Palermo 1832, n'empie le prime 48 pagine. Contiene accurate notizie bibliografiche e un indice alfabetico dei principii delle omelie, ove sono messe insieme le pubblicate dallo Scorso e le manoscritte di Madrid, secondo il catalogo d'Iriarte. Del rimanente, il Buscemi non mostra nè buona critica nè gusto in questa monografia. Son lieto d'intendere che Pietro Matranga, dotto ellenista siciliano e Scrittore della Vaticana, abbia preso a fare ricerche e studii su le Omelie di Teofane Cerameo. Così possiamo sperare su questo argomento un lavoro profondo e compiuto.

[882.] Codex Siciliæ Diplomaticus, p. 316 e 410. Il Di Giovanni bene avvisò che il Teofane monaco, al quale si vede indirizzata una epistola di Fozio, non poteva essere l'arcivescovo di Taormina. Ma troppo facilmente ei suppone due arcivescovi di Taormina, Teofane e Gregorio, vissuti l'un prima e l'altro dopo il conquisto musulmano.

[883.] Quelle notate dallo Scorso coi ni 55, 26 e 6, e le inedite del MS. di Madrid, ni 36 e 67.

[884.] Fu fondato il 1094.

[885.] La 6ª della edizione di Scorso. Il titolo di cantore si legge nel MS. di Madrid.

[886.] La 55ª della edizione di Scorso.

[887.] Il Buscemi immaginò che Teofane avesse mutato nome quattro o cinque volte, e portato successivamente tutti quelli che si leggono nei MSS. La usanza di prendere altro nome insieme con l'abito di frate, è notissima; ma basta solo a spiegare il primo cangiamento.