[888.] Secondo me, tutte quelle di cui si legge nel MS. di Madrid “Recitata dal pulpito dell'arcivescovado,” che sono ventisei pubblicate, e tre inedite. E ciò perchè somigliante avvertenza è fatta per alcune delle omelie appartenenti senza dubbio al IX secolo. Non saprei far conghiettura su l'epoca di molte altre. In alcune si legge soltanto la festa in cui furono recitate; in altre, il nome della chiesa e non della città. La inedita del MS. di Madrid, nº 79, fu recitata a Reggio. La 51ª della edizione dello Scorso fa cenno d'un Musulmano che avesse durato una tempesta insieme con l'autore nello stretto di Messina; ma così fatto accompagnamento potea avvenire nel IX, come nel XII secolo.
[889.] Omelia 11ª nella edizione dello Scorso. Quella del MS. di Madrid, nº 40, ha la postilla: “Recitata dal pulpito dell'arcivescovado al ritorno in Sicilia.”
[890.] Ἀχειρότευκτον. Forse si tenea venuta dal cielo; reliquia da rivaleggiare con la lettera della Madonna ai Messinesi.
[891.] Accenna a Sabbatio, il cui nome troviamo presso gli scrittori bizantini. Tenea costui lo stesso romitaggio di un altro furbo che avea presagito lo impero a Leone l'Armeno. Consultato di nuovo l'oracolo da messaggi di Leone già fatto imperatore, Sabbatio gli mandò a dir villania, e che non sperasse nulla di bene, fin tanto che adorasse gli Idoli. Leone allora volle andare travestito a parlargli; e Sabbatio, che n'avea avuto avviso da un cortigiano, gliene sciorinò tante più; si fece credere ispirato, ec. Veggansi Theophanes continuatus, lib. I, cap. XV e XVI; Symeon Magister, De Leone Armeno, cap. III.
[892.] Omelia 20ª, nella edizione di Scorso. L'oratore qui fa menzione della effigie di Maria dipinta da San Luca con la cera e i colori, che si conservava tuttavia in Costantinopoli; p. 129. Il Baronio, Annales Ecclesiastici, anno 842, diè uno squarcio di questa omelia.
[893.] Omelia 6ª, p. 26, e omelia 40ª, p. 288. Nella prima, il MS. di Madrid nota essere stata recitata dal pulpito arcivescovile. Quivi la invocazione è per gli imperatori al plurale; e nella seconda, al singolare: sembrano dunque composte, l'una avanti, e l'altra dopo l'854.
[894.] Omelia 13ª della edizione di Scorso, p. 80. Al tempo di re Ruggiero v'erano tuttavia molte popolazioni musulmane in Sicilia; ma il predicatore li avrebbe chiamato sudditi, non vicini.
[895.] Πόλιν ταύρου καὶ μενείας.
[896.] Omelia 57ª della edizione dello Scorso, p. 385: Ὁί τε γὰς τῆς ὰσεβοῖς προέχοντες πόλεως, τουτέστιν ὁί επὶ κακία περιφανέστεροι.
[897.] Omelia 58ª della edizione di Scorso. Questo linguaggio non si usava certamente dal pulpito sotto il regno di Ruggiero.