[908.] Nicetæ Paphlagonii Vita Sancti Ignatii, ec., greca e latina, presso il Labbe, Sacrosancta Concilia, tomo VIII, p. 1199, lo dice “gravato a Costantinopoli di qualche accusa (ὲπ’ ενκλήμασι δὲ τισιν) e condannato da Roma per infrazione ai canoni.” Ma la epistola di Niccolò I, del 13 novembre 866, nello stesso tomo, p. 326, smentisce la seconda asserzione. Simeone, De Michaele et Theodora, cap. XXXII, lo dice deposto già dal patriarca Metodio, per avere ordinato (forse vescovo di Taormina) uno Zaccaria, inviato di Metodio alla corte di Roma, e per altri falli. E tal deposizione è smentita da Niceta, che l'attribuisce appunto al patriarca Ignazio. Insomma, alla esaltazione di costui, Gregorio era accusato, e non altro.

[909.] Niceta, op. c., p. 1199. Il gesuita tirolese Rader, che scrisse nel decimosettimo secolo, non so per che vezzo, rendea questa frase: et improbitatem illius probi Siculi. Il testo ha: καὶ μνησικακίαν τοῦ δεινοῦ εκείνου Σικελοῦ.

[910.] Καθηγητὴς καὶ ἱεροτελεστὴς.

[911.] Ζωγράφος.

[912.] Niceta, op. c., p. 1226. L'autore aggiugne che il volume fu poi preso in casa di Fozio, presentato al Concilio dell'867, e dato alle fiamme.

[913.] Si fa menzione di questo appello nelle epistole di Niccolò I, presso Labbe, op. c., tomo VIII, ni VII, VIII, IX, XI, p. 288, 289, 303, 320, 326, 335, 375, e in altri atti pontificii, a p. 1274, 1283, 1295, 1332. Tutti son dati in un tempo in cui la prima accusa contro Gregorio si confondea con quella, assai più grave, di aver fatto parte del concilio di Costantinopoli dell'861. Veggansi anche Niceta, op. c., p. 1199; e Baronio, Annales Ecclesiastici, an. 854.

[914.] Niceta, op. c., p. 1199.

[915.] Questo fatto si legge nel secondo decreto del Concilio di Roma, dell'863, presso Labbe, vol. c., p. 1322; e Baronio, Annales Ecclesiastici, an. 863.

[916.] Veggasi la epistola nº VIII di Niccolò, presso Labbe, vol. c., p. 298.

[917.] Sarebbe inutile di accumulare citazioni sul notissimo fatto dello Scisma, che si ricava dagli atti dei Concilii, dalla Vita di Sant'Ignazio, ec.