[928.] Schoëll, Histoire de la Littérature grecque profane, versione francese del 1824, tomo IV, p. 48.

[929.] Veggasi Cedrenus, edizione di Bonn, tomo I, p. 4 e nota, nel tomo II, p. 748. Cedreno il chiama ὁ Σικελιώτης, e un altro MS. vi aggiugne διδάσκαλος. Secondo il luogo che gli assegna Cedreno, costui sarebbe vivuto verso la fine del X secolo.

[930.] Danielis de Nessel, Catalogus.... Bibl. Vindobonensis (1690), parte I, p. 14, nº X, § 3.

[931.] Vossius, De Historicis Græcis (Leyde, 1650), lib. IV, cap. XXI, p. 499; esattamente citato dal Mongitore, Bibliotheca Sicula, p. 313.

[932.] Histoire de la Littérature grecque profane, versione franc. del 1824, tomo VI, p. 370.

[933.] Questo elogio funebre, che porta il nome dell'autore, fu tradotto in latino sul testo greco del monastero del Salvatore di Messina, e pubblicato dal Gaetani, Vitæ Sanctorum Siculorum, tomo II, p. 52, seg., e con molte correzioni dai Bollandisti, Acta Sanctorum, 31 gennaio.

[934.] Petri Siculi Historia de Manichæis, versione latina di un MS. della Vaticana, nella Maxima Bibliotheca Patrum, tomo XVI. Veggansi anco, su le persecuzioni dei Pauliciani, Theophanes continuatus, lib. IV, cap. XVI; e Gibbon, Decline and Fall, cap. LIV.

[935.] Nella versione pubblicata dal Gaetani si legge Genicus, e si spiega “riscuotitore.” E veramente il verbo gena ha significato di “raccogliere,” e il derivato genâia vale “multa” e “tassa in generale;” come l'ha notato il Quatremère, Histoire des Sultans Mamlouks, tomo I, p. 199. Gêni significherebbe appunto collector.

[936.] Gaetani, Vitæ Sanctorum Siculorum, tomo II, p. 59.

[937.] Il biografo dice che morisse il 904, ottuagenario; il che significa soltanto che s'avvicinava agli ottanta.