[938.] Nella versione latina si legge fuco et cerussa. Si sa che questo è il bianco di piombo; l'altra è espressione vaga. Se nel testo greco si trovasse, com'è probabile, φῦκος, indicherebbe il rosso cavato da una specie d'alga.

[939.] Calamistrum.

[940.] La leggenda attribuisce l'accusa ai principali ismaeliti; dice che fu portata al califo (ameramnem), e che contenea due rubriche, 1º dispregio del Profeta e dei suoi vaticinii; 2º “predicare una novella religione, e sostenere il figliuol di Maria coeterno e consustanziale a non so che Spirito e al padre.” Or questo non mi pare nè linguaggio da Musulmani, nè invenzione del biografo. Non ostante qualche difficoltà, che sparirebbe forse se avessimo il testo greco, l'accusa sembra scritta dai fanatici della Chiesa Copta; e però la persecuzione seguita in Egitto. Alla stessa conchiusione porterebbe il fatto della liberazione ordinata dal governatore della provincia, non ostante il richiamo al califo.

[941.] Cap. X, p. 411, seg.

[942.] Leggasi nella biografia citata presso il Gaetani, tomo II, pag. 67, 68.

[943.] Il biografo dice che Sant'Elia venne in Palermo; che, partita quinci alla volta di Reggio l'armata musulmana, ei ritenne i Reggini i quali volean fuggire; e poi che da Palermo andò a Taormina. Se non v'ha qualche confusione nel testo, potrebbe supporsi ch'ei fosse tornato in Palermo, forse con l'armata bizantina, e di lì ito a Taormina.

[944.] Questo fatto è dato come contemporaneo alla sconfitta di Barsamio presso Taormina che seguì nell'881. Veggasi il Capitolo X, pag. 417.

[945.] Così nel testo greco, presso i Bollandisti, agosto, tom. III, p. 508. Nella versione latina si legge XVI kalendas augusti, che torna al 17 luglio, e si additerebbe meglio al caso di Tessalonica, seguito pochi giorni appresso.

[946.] Vita anonima di Santo Elia il giovane, tradotta sopra un MS. greco del monastero del Salvatore di Messina, e pubblicata dal Gaetani, Vitæ Sanctorum Siculorum, tomo II, p. 63, seg., e dai Bollandisti, Acta Sanctorum, 17 agosto, p. 483, seg. Non ho atteso alle note cronologiche delle due edizioni, trovando guida più certa nelle date della occupazione del sobborgo di Castrogiovanni e della espugnazione di Tessalonica. Ho tralasciato la ripetizione di molti miracoli, e il minuto ragguaglio della traslazione del corpo di Sant'Elia in Calabria.

[947.] Questa biografia latina, cavata da MSS. di Palermo, Mazara e Corleone fu pubblicata dal Gaetani, Vitæ ec., tomo II, pag. 80, e dai Bollandisti, con lo aiuto di un MS. di Roma, Acta Sanctorum, 1 marzo, pag. 27.