[247.] Ibn-Koteiba, fog. 69 verso, MS. del professor Gayangos, il quale, mandandomi cortesemente copia di questo passo, ha corretto la lezione, da cui risultava un errore nella sua versione inglese posta in appendice all'opera di Makkari, The history of the Mohammedan Dynasties in Spain, p. LXVII, seg.; Ibn-Scebbât, MS., p. 38 e 39, che cita, abbreviandolo in su la fine, il medesimo passo d'Ibn-Koteiba; Ibn-abi-Dinâr (el-Kaïrouani), Histoire de l'Afrique, traduzione francese, p. 14 e 57, e MS., fog. 6 recto, e 14 verso.

[248.] Ragiono il dinâr secondo il valore del metallo, il cui peso medio dà 14 lire e 50 centesimi.

[249.] Ibn-Koteiba; Ibn-Scebbât; Ibn-abi-Dinâr (el-Kaïrouani), ll. cc.; ed il Baiân, p. 27, citando Ibn-Katân. Ibn-Koteiba porta positivamente la data dell'86, ossia 705 dell'era volgare.

[250.] Ibn-el-Athîr, MS. C, tom. IV, fog. 47 verso, anno 92; Nowairi, MS. di Parigi, Ancien Fonds 702, fog. 10 verso, e traduzione francese del barone De Slane, Journal Asiatique (mai 1841), p. 575, 576.

Secondo la versione italiana, del Carli, Hagi Khalfa nella Cronologia porrebbe nel 92 la espugnazione di Calabria per Farich figlio di Said. Riscontrato il testo, mi accorgo che si tratti della notissima impresa di Tarik in Spagna. M. Famin, Histoire des invasions des Sarrazins en Italie, p. 60, ha seguíto così fatto errore, e aggiuntovi del suo il nome di Tharec, e che “ses soldats exercèrent des cruautés inouies;” e si mette francamente a particolareggiarle.

[251.] Nowairi, capitolo della Sicilia, presso Di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 2, che lo chiama Mohammed-ibn-abi-Edrîs; Baiân, p. 35, secondo il quale correggo il nome e la data. Il Nowairi, capitolo dell'Affrica, presso De Slane, Histoire des Berbères par Ibn-Khaldoun, tomo I, p. 357, in appendice; e Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, trad. di M. Des Vergers, p. 31, confondendolo con un altro governatore d'Affrica, lo chiamano Mohammed-ibn-Iezîd. Il Rampoldi, Annali Musulmani, tomo II, p. 225, anno 720, citando il Nowairi, aggiugne di capo suo che Mohammed sbarcasse a Marsala, e riportasse in Affrica “alcune centinaia” di prigioni.

[252.] Ibn-el-Athîr, MS. C, tom. IV, fog. 74 verso, anno 109; Baiân, p. 35; Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, trad. di M. Des Vergers, p. 32; Nowairi, capitolo della Sicilia, presso Di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 2; e capitolo dell'Affrica, presso De Slane, Histoire des Berbères par Ibn-Khaldoun, tomo I, p. 357, in appendice. Il Rampoldi, Annali Musulmani, tomo II, p. 229, anno 721, citando Nowairi, aggiugne del proprio che Biscir riportava molti idoli d'argento.

[253.] Si argomenta dalle pratiche d'accordo dell'813, nelle quali il governatore di Sicilia ricordava un primo trattato fatto ottantacinque anni addietro. Veggasi il Capitolo X.

[254.] Makrîzi, Dizionario biografico intitolato il Mokaffa, MS. di Parigi, Ancien Fonds Arabe, 675, fog. 227 recto, Vita di Obeid-Allah. Il caso di Mostanîr è narrato ancora, ma più brevemente, da Ibn-abi-Dinâr (el-Kaïrouani), Histoire de l'Afrique, traduzione francese, p. 65, e testo manoscritto, fog. 16 verso. Quest'autore, invece del nome patronimico di Ibn-Habhâb, dà a Mostanîr quello di Ibn-Hârith.

[255.] Makrizi, Mokaffa, MS. di Parigi, Ancien Fonds Arabe, 675, fog. 227 recto, Vita di Obeid-Allah.