[499.] Riâdh-en-Nofûs, fog. 73 verso.
[500.] Si vegga il Libro II, cap. X, p. 420, del primo volume.
[501.] Riâdh-en-Nofûs, fog. 79, verso. È da avvertire che la biografia di Abu-Hasan-Harîri è messa il 316, ma trovandosi tra il 322 e il 323, è da supporre uno sbaglio nella data.
[502.] Riâdh-en-Nofûs, fog. 61 recto. La morte di Wâsil è riportata al 294. Ho scritto il soprannome Sari, secondo Dsehebi, MS. di Parigi, Ancien Fonds, 802, il quale avverte che un altro nome scritto in arabico con le stesse consonanti si pronunzia Sorri.
[503.] Si vegga il Libro II, cap. V, VII, IX, X, vol. I, p. 300, 342, seg., 352, 391, 423, 427; Libro III, cap. III, VI, vol. II, p. 63, 64, 124.
[504.] Ibn-Haukal, Journal Asiatique, IV serie, vol. V, p. 99, parla d'una miniera di ferro presso Palermo, ch'era stata posseduta da un di casa d'Aghlab.
[505.] Veggasi Libro III, cap. II, p. 58 di questo volume, e Ibn-Abbâr, MS. della Società Asiatica di Parigi, fog. 35 recto, 36 recto, 148 verso. Da quest'ultimo luogo Casiri trasse la notizia ristampata dal Di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 237, lin. 6, la quale non appartiene propriamente alla storia letteraria di Sicilia.
[506.] Th'âlebi avverte (MS. di Parigi, Ancien Fonds, 1370, sezione prima, lib. X, fog. 66, recto) che del Maghreb (Affrica e Spagna) non avea alle mani antologie, ma poesie volanti raccolte qua e là. Pure è notevole ch'ei ne dia di molti Spagnuoli, di pochi appartenenti alla corte fatemita d'Egitto e di nessun Affricano nè Siciliano. Un sol tripolitano che vi si trova è di Tripoli di Siria.
[507.] Tigiani, Rehela, MS. di Parigi, fog. 97 Terso, seg. Traduzione francese, p. 190, seg.
[508.] Ibid.