[669.] Abulfeda e Ibn-abi-Dinâr, ll. cc.
[670.] Quatremère, op. cit., p. 84.
[671.] Makrizi, Mokaffa, MS. di Leyde, tomo I, sotto il nome di Mohammed-ibn-Hasan-ibn-Ali etc., detto il Siciliano. Il biografo aggiugne che ammalatosi costui al Cairo, Moezz l'andava a visitare, e che venuto a morte del 363 (973-4) lo compose egli stesso nel feretro, e recitò la prece sul cadavere. Questo Mohammed era nato il 319 (931), e però prima della venuta del padre in Sicilia.
[672.] Si confrontino: Nowairi, Abulfeda, Makrizi e Ibn-abi-Dinâr, ll. cc., ma l'ultimo sbaglia la data. Tutti dicono Ia'isc surrogato dallo stesso Ahmed. Ma convien meglio alla ragion del fatto la narrazione d'Ibn-el-Athîr, anno 359, MS. C, tomo IV, fog. 368 verso, e tomo V, fog. 9 recto, che Ia'isc fosse stato eletto da Moezz. Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, versione, p. 172, segue questa tradizione, ma erroneamente dice che Ahmed fosse stato eletto dai Siciliani alla morte del padre. Si confronti il presente volume, Libro IV, cap. II, pag. 249, nota 1.
[673.] Ibn-el-Athîr, anno 359, MS. C, tomo IV, fog. 368 verso, e tomo V, fog. 9 recto. Il testo ha kabâil, plurale di kabîla, che significa una delle suddivisioni della tribù arabica. Gli scrittori arabi del decimo secolo che parlan dell'Affrica usano cotesto nome generico per designare le tribù sia d'Arabi, sia di Berberi, ed in oggi nelle province d'Algeri e di Orano (non già in tutta l'Algeria nè in tutto il resto dell'Affrica) si chiamano Kabili, come ognun sa, i soli Berberi. Nondimeno nel presente passo d'Ibn-el-Athîr, copiato da croniche del X o XI secolo la voce kabâil non si può intendere altrimenti che tribù di Arabi Siciliani; primo perchè è messa assolutamente senza appellazione etnica che la determini; e secondo, perchè in Sicilia a quei tempo la lite non potea nascere se non che tra i coloni arabi ed i pretoriani. I Berberi della Sicilia meridionale non contan più dopo la guerra del 940, e non fecero mai parte della popolazione di Palermo.
[674.] In novembre 969 partirono i Kelbiti, e in giugno 970 tornarono.
[675.] Ibn-Haukal, Description de Palerme, nel Journal Asiatique, IVe série, tomo V, p. 93.
[676.] Così litteralmente il testo: parti, contrada, vicinanza. Forse si tratta del distretto o iklîm.
[677.] Il testo ha un vocabolo analogo e derivato dalla stessa radice che il ra'ia, che tutti sentiamo ripetere nei fatti dei paesi musulmani d'oggidì. È però si deve intendere principalmente dei sudditi cristiani.
[678.] Questo importantissimo fatto della rivoluzione contro Ia'isc è riferito dal solo Ibn-el-Athîr, l. c., e appena accennato da Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, versione, p. 172.