[679.] Secondo Ibn-el-Athîr, anno 358, MS. C, tomo V, fog. 367 recto, il capo di questa ribellione si sottomesse di rebi' secondo 359 (febbraio e marzo 970). Sul nome si vegga qui innanzi la nota 2 della pag. 287.
[680.] Si confrontino: Ibn-el-Athîr, anno 359, MS. C, tomo IV, fog. 368 verso; Ibn-Khaldûn, l. c.; Abulfeda, Annales Moslemici, tomo II, anno 336; Nowairi, presso Di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 19; Ibn-abi-Dinâr, MS. di Parigi, fog. 38 recto. Il giorno della venuta d'Abu-l-Kasem in Palermo risponde esattamente al computo degli anni del suo governo che fa Ibn-el-Athîr, narrando la sua morte seguíta il 20 moharrem 372. Egli avea tenuto l'oficio, al dir dell'annalista, 12 anni, 5 mesi e 5 giorni, che sono secondo il calendario musulmano 4405 giorni. Si vegga Ibn-el-Athîr, anno 371, che citeremo in fin del capitolo VI del presente libro. Abulfeda dà la stessa cifra di Ibn-el-Athîr; Ibn-abi-Dinâr dice in numero tondo 12 anni; e il Baiân con errore 11.
[681.] Si confrontino: Abulfeda, Annales Moslemici, an. 336, tomo II, p. 446, seg. Nowairi, presso Di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 19; Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, versione, p. 172. Secondo il primo, Ahmed morì negli ultimi mesi del 359 (fino al 2 nov. 970), e Moezz scrisse al fratello il 360 (dal 3 nov.).
[682.] Ibn-Khaldûn, l. c. La versione ha “integro” invece di “generoso,” come ho tradotto appigliandomi alla variante di un MS. di Tunis.
[683.] Questo capitolo della geografia d'Ibn-Haukal fu pubblicato da me con versione francese nel Journal Asiatique del 1845, IVe série, tomo V, p. 73, seg.; poi in italiano nell'Archivio Storico, appendice XVI (1847), p. 9, seg., con le varianti ricavate dal MS. di Oxford. Adesso due articoli del M'ogem-el-Roldân, di Iakût, che do nella Biblioteca Arabo-Sicula, p. 107 e 120 del testo arabico, mi abilitano a correggere alcuni luoghi e supplire altre notizie le quali mancano nelle copie d'Ibn-Haukal, che abbiamo in Europa; ma si trovavano al certo nella edizione ch'ebbe per le mani Iakût. Le differenze che si vedranno tra quel che scrivo adesso e le mie versioni del 1845 e 1847 vengono in parte dalle dette correzioni e in parte da migliore riflessione, e, se mi si voglia concedere, da un poco più di pratica nella lingua. Oltre a ciò debbo avvertire che nella versione italiana e più nelle note corsero moltissimi errori di stampa. La citazione d'Ibn-Haukal e Iakût valga per tutto il resto del presente capitolo.
[684.] Su la vita e le opere d'Ibn-Haukal si veggano: Uylenbroek, Iracæ persicæ descriptio, Leyde, 1822, in-4º; e Reinaud, Géographie d'Aboulfeda; introduzione, p. LXXXII, seg.
[685.] Si vegga il Libro III, cap. VIII, pag. 178, nota 2, di questo volume.
[686.] L'autore, ne' MS. che abbiamo in Europa, accenna il primo opuscolo in fin della descrizione della Sicilia. Il titolo e qualche altro particolare si leggono nel citato passo del Mo'gem-el-Boldân, di Iakût, il quale ebbe certamente alle mani il secondo opuscolo su la Sicilia, o altra edizione più copiosa della Geografia.
[687.] Così nel testo che abbiamo. Nell'altra edizione di cui Iakût ci serba i frammenti, par che Ibn-Haukal abbia chiamato anche cittadi le altre tre regioni.
[688.] Ibn-Haukal dice di proposito dei soli mercatanti; ma venendo a toccare la superbia dei cittadini, come innanzi si vedrà, confessa senza volerlo che soggiornassero nel Kasr le famiglie ragguardevoli che avean moschee proprie e vi si davan lezioni di dritto; cioè i membri della gema', la nobiltà cittadina, come noi diremmo.