[722.] Lupo Protospatario, anno 975, presso Pertz, Scriptores, tomo V, p. 55.

[723.] Vita di San Nilo il giovane, testo greco e versione latina di Giovan Matteo Caryophilo, Roma 1624, in-4, p. 112, seg. Questo Niceforo, che primo e solo ebbe titolo di μάγιστρος in Calabria si dice mandato dai pii imperatori, e però da Basilio e Costantino, e dopo la morte di Zimisce. D'altronde la data s'adatta alla età che avea allora San Nilo, la cui vita l'agiografo tratta con ordine cronologico; e gli avvenimenti mostrano che dal 963 sino alla fine del secolo i Bizantini non poteano avere il ticchio di assalir la Sicilia che nel 976.

[724.] In Ibn-el-Athîr, solo che dia il fatto, si legge b”r bûla. Ciò mi fece pensare a Paola di Calabria; e sì proposi questa lezione nella Biblioteca Arabo-Sicula, p. 268 del testo. Poscia ho considerato che la prima voce sia da leggere barr “terra,” però la seconda bûlia, ossia Puglia, aggiugnendo una lettera dopo la l. A ciò mi conduce anche la fazione di Gravina.

[725.] Si riscontrino: Ibn-el-Athîr, anno 365; MS. A, tomo III, fog. 9 verso; MS. B, pag. 375; MS. C, tomo V, fog. 16 recto ec.; Abulfeda, Annales Moslemici, 365, tomo II, p. 524, ed Hagi-Khalfa, Cronologia, versione italiana del Carli, p. 65. Dei MS. Ibn-el-Athîr, B, ha con le vocali Kosenta; gli altri e Abulfeda non pongono vocali e sbagliano i punti diacritici. L'altra città è scritta Gelwa in B, e nell'autografo d'Abulfeda, MS. della Biblioteca di Parigi, Suppl. Arabe, 750, fog. 163 verso; degli altri MS. dei due annalisti, quale ha G“lwa, quale H“lwa. Lo scambio tra la w e la r che si vede sovente nei MS. arabi sopratutto in caratteri affricani, ci dà animo a leggere Cellara: chè la g arabica risponde alla nostra c, e la doppia l non si dovea scrivere ma accennare soltanto con un segno ortografico. Cellara è picciol comune dell'odierno distretto di Cosenza tra questa città e Rogliano. In ogni modo non si può assentire a M. Des Vergers la lezione Caltagirone ch'ei vien proponendo nel dare questo squarcio d'Ibn-el-Athîr, in nota a Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, p. 175.

Marco Dobelio Citerone nella versione di Scehab-ed-dîn-'Omari, o alcuni degli eruditi siciliani che la stamparono, lessero in vece di Cosenza, Catania; e in vece di Gelwa, Avola. Indi il Wenrich, Commentarii, lib. I, cap. XV, § 131, a supporre una rivoluzione in Catania ed Avola di Sicilia. Ma nè il testo di Abulfeda copiato da Scehad-ed-dîn, nè il complesso dei fatti permettono questo supposto, tanto meno perdonabile quanto il Martorana, tomo I, p. 225, nota 155, avea mostrato la dritta strada.

[726.] Si riscontrino Lupo Protospatario, anno 976, e Romualdo Salernitano, stesso anno, nei citati volumi di Pertz e Muratori.

[727.] Ibn-el-Athîr e Abulfeda, ll. cc.

[728.] Si riscontrino Ibn-el-Athîr, l. c., e Nowairi presso il Di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 19.

[729.] Ibn-el-Athîr, l. c.

[730.] Abulfeda, Annales Moslemici, tomo II, p. 450, sotto l'anno 336, trascrivendo Ibn-Sceddâd. Perciò si deve intendere del XII secolo. Risponderebbe per avventura al significato di Monakh-el-Bakar il nome di Vaccarizzo nella Calabria citeriore, distretto di Rossano. Ma v'ha Bova, Bovino e tante appellazioni della stessa etimologia nel regno di Napoli, che non si può fare conghiettura ben fondata. Lo stesso si dica del nome topografico: Le Torri.